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RadioAstron puo’ funzionare

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Sono stati infatti trovati, per la prima volta, i segnali che confermano che RadioAstron è vivo e in grado di lavorare per gli scopi scientifici per cui è nato questo progetto. Si tratta delle agognate frange di interferenza, ottenute correlando le osservazioni provenienti dal radiotelescopio spaziale e da cinque antenne collocate a terra: tre russe, una ucraina e la parabola tedesca di 100 metri di diametro di Effelsberg. Le osservazioni erano state effettuate il 15 novembre scorso alla lunghezza d’onda di 18 centimetri puntando un oggetto noto, la lontana quasar 0212+735. I dati ottenuti sono stati poi elaborati dal correlatore di RadioAstron a Mosca, che ha infine trovato le frange di interferenza tra i segnali registrati da Spektr-R ed Effelsberg.

Segno che RadioAstron, il progetto d’interferometria radio Terra-spazio, può funzionare. Quando operativo, sarà come avere un radiotelescopio grande trenta volte il nostro pianeta.
“Il gruppo di RadioAstron è entusiasta della ricezione del primo segnale interferometrico” rileva Yuri Kovalev dell’Astro Space Center Mosca. “Questo risultato – prosegue – segna una pietra miliare, che ci permette di muoverci verso un programma molto esteso che coinvolge radiotelescopi situati in tutto il mondo”.

Per comprendere meglio l’importanza di questo avvenimento occorre ricordare che, utilizzando la tecnica interferometrica, è possibili ricostruire immagini di oggetti cosmici ad una risoluzione pari a quella ottenibile con un radiotelescopio grande quanto la distanza massima tra le antenne che partecipano all’osservazione. Quando ha osservato la quasar 0212+735, Spektr-R si trovava a circa 100.000 km dalla Terra, ma il raggio operativo del satellite si estende fino a 360.000 km, creando così un radiotelescopio virtuale grande trenta volte il nostro pianeta, capace di ottenere una risoluzione angolare di 1/100.000 di secondo d’arco, sufficiente per distinguere una monetina sulla Luna.

A.U.

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