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Secondo Forum nazionale dei geologi: catastrofi naturali e rischio sismico

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Il 21 gennaio si è svolto a Firenze, presso il Convitto della Calza, il secondo forum nazionale dei geologi. In questa occasione Gian Vito Graziano, il presidente dei geologi italiani, ha espresso il suo parere riguardo le calamità naturali che stanno affliggendo il pianeta, arrivando a definire il 2011 come “l’annus horribilis”: “Haiti 12 gennaio, Cile 27 febbraio, Cina centrale 13 aprile e le inondazioni del Pakistan – ha detto Graziano – dimostrano che il nostro pianeta è stato soggetto a una serie di catastrofi naturali che hanno causato 295.000 morti e danni materiali per 130 miliardi di dollari, cifre che devono far riflettere perché ci sia una totale inversione di rotta circa la pianificazione da attuare con l’ausilio di nuove leggi di governo del territorio, nuove norme tecniche in testa”.

A fare da eco al presidente del Consiglio nazionale dei geologi c’è stato il neopresidente del Lazio Roberto Troncarelli, il quale ha sviscerato una seria di numeri sulla mancanza della sicurezza degli edifici sensibili in Italia: “Il 50% degli edifici scolastici in Italia sono ubicati in zone a rischio sismico elevato e solo a Napoli tale rischio riguarda oltre 4.000.000 persone. Il costo della ricostruzione per gli edifici danneggiati è di circa 100 miliardi di euro – ha continuato Troncarelli -, quando invece la prevenzione costa 15 volte meno”.

Enrico Gennari, presidente dell’Ordine dei geologi delle Marche, ha puntato il dito sulla inadeguatezza dei fondi stanziati dall’ultima Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri per il rischio sismico la quale, con 42 milioni di euro, “rappresenta nemmeno l’1 per cento di quanto necessita realmente per fronteggiare il problema”. Mentre Carlo Cassaniti, vicepresidente dell’Ordine regionale dei geologi di Sicilia, lancia a tal proposito un monito: “Ad esasperare tale quadro la continua litigiosità della classe politica che, irresponsabilmente e dimenticando le numerose vittime dei terremoti che hanno colpito l’Italia dal secolo scorso, non ha intrapreso le opportune azioni di prevenzione e di pianificazione in merito alle quali i geologi ricordano che di fronte a una calamità naturale tutti i cittadini sono uguali, a prescindere dal ceto sociale e da qualunque appartenenza”.

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