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L’accordo tra l’Ordine geologi Emilia-Romagna e l’Anci verso la Calabria

All'ultimo congresso dei geologi ha suscitato grande interesse l'accordo tra Anci Er e Ordine geologi regionale. Al punto che l'ordine calabrese ha annunciato di volerlo replicare

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L’Emilia-Romagna fa scuola in tutta Italia sul fronte della geologia. L’accordo stipulato di recente tra Ordine dei Geologi dell’Emilia-Romagna (Oger) e Anci Emilia Romagna (Anci Er) ha registrato numerosi riscontri positivi al Congresso Nazionale dei Geologi Italiani, svoltosi a Napoli dal 28 al 30 aprile. All’appuntamento Oger è presente con una delegazione composta dal presidente Gabriele Cesari, dalla vicepresidente Annarita Bernardi, dal segretario Emanuele Emani, dalla tesoriera Francesca Rispoli e dal consigliere Antonio Di Lauro; con loro, anche la delegazione di Anci Emilia Romagna rappresentata dal vicepresidente vicario Fabio Fecci e dalla direttrice amministrativa Denise Ricciardi.
Abbiamo portato un contributo prezioso al Congresso Nazionale condividendo quanto stiamo facendo nella nostra regione per la prevenzione al dissesto idrogeologico e per la gestione del territorio, convinti che debba essere riconosciuto il ruolo sussidiario dei professionisti della geologia al servizio delle amministrazioni locali. Il nostro accordo sta diventando un modello da esportare in altre regioni d’Italia”, commenta il presidente di Oger, Gabriele Cesari.

L’accordo è stato presentato ieri al tavolo della Protezione civile dal vicepresidente vicario di Anci Emilia Romagna Fabio Fecci. “Ho illustrato i quattro punti principali del documento: presenza di almeno un geologo in tutti i Comuni o Unioni comunali, creazione di presidi geologici territoriali, formazione dei tecnici comunali e supporto per la predisposizione di bandi per incarichi professionali di tipo geologico – riferisce Fabio Fecci -. I Comuni oggi si trovano sempre più in difficoltà e da soli non riescono ad affrontare le emergenze ambientali né tantomeno a lavorare per la prevenzione. I sindaci hanno bisogno delle competenze geologiche, troppo spesso assenti dai loro uffici. Il patto stipulato punta proprio a colmare questa mancanza e a valorizzare la figura del geologo come un professionista qualificato e amante del suo territorio”.

L’accordo Oger-Anci Er ha suscitato un interessante dibattito nell’ambito dei lavori del Congresso, ricevendo anche il plauso dell’onorevole Michela Rostan che durante la tavola rotonda di ieri lo ha descritto come un esempio da replicare in tutta Italia. Nel frattempo, qualcuno si è già mosso in questa direzione: è il caso dell’Ordine dei Geologi della Calabria che, tramite il suo presidente Francesco Fragale, ha annunciato di voler sottoporre tale documento all’attenzione di Anci Calabria per proporne la sottoscrizione con l’obiettivo di valorizzare le competenze geologiche all’interno dei Comuni così da tutelare il territorio e la popolazione.

Una volta rientrati dal Congresso Nazionale – conclude il presidente di Oger, Gabriele Cesari -, chiederemo con decisione alla Regione Emilia-Romagna un maggiore riconoscimento e una maggiore valorizzazione del contributo professionale dei geologi, a partire dalla realizzazione dei Piani di Emergenza e dalla creazione dei Presidi Territoriali previsti nel nostro accordo con Anci. Credo inoltre che l’idea di un’Agenda del territorio lAnciata a Napoli vada realizzata anche nella nostra regione a partire da un confronto sulla nuova legge urbanistica e il Piano energetico regionale”.

L’accordo Oger-Anci scaturisce da alcune premesse condivise. Si riconosce infatti come gran parte dei territori della regione siano caratterizzati da un’elevata vulnerabilità ai fenomeni catastrofici naturali (terremoti, frane, alluvioni e mareggiate); inoltre, in questi anni i fenomeni dipendenti da eventi meteorologici estremi si sono verificati con maggiore sequenza. Anci e Oger sono quindi concordi che per un’adeguata prevenzione e mitigazione degli effetti dei fenomeni catastrofici naturali occorra una maggiore conoscenza delle caratteristiche dei territori.
Sono quattro gli obiettivi concreti che Oger e Anci intendono raggiungere sulla base della loro rinnovata collaborazione.

Il primo riguarda la presenza del geologo nelle amministrazioni comunali o Unioni di Comuni, con una chiara definizione delle sue funzioni e responsabilità sui temi dell’assetto territoriale e della prevenzione dei rischi sismici, idraulici e idrogeologici. Questo obiettivo sarà raggiunto nel tempo mediante un percorso condiviso che comprende principalmente il censimento dello stato di fatto, la riorganizzazione delle PA in atto e i successivi “turn over” dei pubblici dipendenti.

Il secondo obiettivo consiste invece nella creazione di presidi geologici territoriali; si tratta di nuclei di tecnici esperti nella gestione del rischio e delle procedure operative, vere e proprie task-force di specialisti da attivare a supporto del sindaco e delle strutture di Protezione Civile comunale in caso di allerta di tipo idrogeologico.

Vanno inoltre promosse (terzo obiettivo) attività di formazione dei tecnici comunali incaricati di esaminare gli studi geologici così da aumentare la qualità degli interventi attraverso un adeguato controllo degli elaborati di pratiche edilizie, urbanistiche o di altro tipo.

Infine, (quarto obiettivo) l’accordo Oger-Anci punta a garantire ai Comuni un supporto per la predisposizione di bandi per incarichi professionali di tipo geologico, nell’ottica di favorire una corretta impostazione delle procedure e garantire la qualità degli studi e degli elaborati inerenti la sicurezza del territorio. In questi casi, secondo Oger e Anci la logica degli appalti al “massimo ribasso” risulta dannosa e controproducente.

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