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Dissesto idrogeologico: i presidi territoriali della Regione Campania

La figura del presidiante territoriale corrisponderà ad una sentinella che conosce, monitora il territorio, in particolare l'area di competenza. Un primo esempio di avvio al presidio territoriale giunge dalla Regione Campania

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I Presidi territoriali corrispondono a strutture operanti nel territorio della Regione che, in relazione al livello di criticità prevista o in atto, provvedono a fronteggiare le situazioni di rischio negli ambiti territoriali di loro competenza.
La realizzazione di una rete regionale dei presidi di Protezione Civile mira al raggiungimento dei seguenti obiettivi, ritenuti necessari:

  • Consolidare l’operatività delle strutture comunali e provinciali per una migliore risposta alle emergenze
  • Assicurare il raccordo funzionale ed operativo tra le autorità di Protezione Civile a livello nazionale, regionale e locale, sia in fase ordinaria che in emergenza
  • Garantire il coordinamento tecnico e l’integrazione funzionale delle risorse umane e materiali del volontariato di protezione civile
  • Acquisire tempestivamente notizie e dati su situazioni di pericolo, danno e crisi e sulle situazioni di emergenza, seguendone l’andamento
  • Disporre interventi, lavori urgenti per superare situazioni di crisi e mitigare le conseguenze sul territorio prodotte dagli eventi emergenziali

In questo senso la Regione Campania (Settore Programmazione Interventi di Protezione Civile sul territorio) ha sancito un protocollo di intesa (inserito nel D.G.R n. 208 del 28/06/2013) con gli ordini professionali dei geologi e degli ingegneri, con l’obiettivo di svolgere attività di presidio territoriale idrogeologico e idraulico (in situazioni di pre-emergenza, emergenza e post-emergenza previste dalla pianificazione regionale, provinciale e comunale), a supporto della gestione del sistema di allertamento regionale per il rischio idrogeologico e idraulico ai fini di protezione civile, adottato in Campania, ai sensi e per gli effetti della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri 27 febbraio 2004 e s.m.i., con Decreto del Presidente della Giunta Regionale 30 giugno 2005, n. 299.

Il protocollo nasce dall’esigenza di assicurare l’efficace realizzazione del sistema dei presidi territoriali idrogeologici e idraulici, a supporto della pianificazione di emergenza, l’Assessore alla Protezione civile della Regione Campania, Prof. Edoardo Cosenza, ha costituito un apposito gruppo di lavoro, formato da rappresentanti dell’Agenzia Regionale Campana Difesa Suolo (Arcadis), delle strutture regionali interessate, della Federazione Regionale degli Ingegneri e dell’Ordine Regionale dei Geologi, con l’incarico di predisporre tutti gli aspetti metodologici, tecnici e finanziari, presupposti alla realizzazione delle attività necessarie alla costituzione del sistema.

 

Eventi idrogeologici in Campania

La Campania è una Regione in cui si sono verificati eventi di dissesto idrogeologico rilevanti (frane e alluvioni), spesso accompagnati da un certo numero di vittime.
L’evento più recente, e che ha prodotto un alto numero di vittime/dispersi, è il movimento franoso che interessò il Comune di Sarno il 5 maggio 1998, in particolare le località di Episcopio, Pian del Colle, Vallone Trave, Sarno e Monte Sarno. Il totale di vittime/dispersi fu pari a 184.
Sarno ha messo in luce la particolare pericolosità della Campania: le tremende colate di fango incorporano enormi volumi di materiale piroclastico depositato dalle eruzioni dei Vulcani campani (nella fattispecie il Vesuvio). Altro esempio di elevata pericolosità territoriale è portato dalla costiera amalfitana: durante la celebre e violentissima eruzione del 79 d.c. il vento in alta quota spirava nella direzione del Vesuvio. Si verificarono, ma si possono ancora verificare, frane caratterizzate da colate di fango costituite da materiale piroclastico aventi un’enorme energia. Un esempio è l’evento accaduto sulla costa rispettivamente il 24 ottobre 1910 (220 vittime), il 25 marzo 1924 (128 vittime) e il 25-26 ottobre 1954 (318 vittime).

Al fine di acquisire una conoscenza territoriale consolidata, occorre essere al corrente degli eventi che hanno evidenziato le criticità e i punti in cui è stato favorito l’innesco di situazioni di emergenza.

A questo proposito nell’Allegato B2 “Eventi idrogeologici con vittime in Campania” sono riportati gli eventi che hanno colpito la Regione (fonte dei dati: CNR-IRPI di Perugia e pubblicati al link.

Eventi di dissesto idrogeologico in Campania registrati fino al 2011 (estrapolazione da http://webmap.irpi.cnr.it)

Eventi di dissesto idrogeologico in Campania registrati fino al 2011 (estrapolazione da http://webmap.irpi.cnr.it)

 

Compiti svolti dalla Regione Campania

Nel merito del protocollo di intesa, la Regione Campania, al fine di riconoscere le situazioni critiche del suo bacino, ha messo a disposizione degli Ordini professionali i seguenti servizi e materiali:
1. “Assicurare l’attività di alta formazione degli iscritti individuati dagli Ordini Professionali, propedeutica all’operatività degli stessi e che sarà a cura della Scuola di Protezione civile del Settore Programmazione Interventi di Protezione Civile sul territorio;
2. Mettere a disposizione dei presidianti dati e informazioni necessari allo svolgimento delle attività di competenza e previste dalla pianificazione di protezione civile, elaborato dal gruppo di lavoro all’uopo costituito;
3. Prevedere, nell’ambito delle attività di formazione programmate dalla Scuola Regionale di protezione civile “E. Calcara”, specifici percorsi didattici dedicati all’alta formazione dei presidianti, in conformità a quanto all’uopo previsto dal già richiamato progetto del sistema di presidio territoriale; alla costituzione delle associazioni di volontariato, interne ai due ordini professionali, degli iscritti individuati quali presidianti.
4. Fornire il supporto necessario all’organizzazione e definizione dell’istruttoria presupposta alla costituzione delle associazioni di volontariato, interne ai due ordini professionali, degli iscritti individuati quali presidianti”.

 

Compiti svolti dagli Ordini Professionali

Gli ordini presidianti sono riconosciuti come Presidi Territoriali e quindi sono assimilati a “Unità di elevato livello professionale ed esperienza (Laurea in Ingegneria Civile, Ambiente e Territorio o in Geologia), con ulteriore formazione e specializzazione nel campo della difesa del suolo, operanti su base volontaria e senza vincolo di subordinazione. Esse hanno compiti di monitoraggio locale delle aree ad elevato rischio idrogeologico finalizzato alla valutazione dell’insorgenza di fenomeni precursori di dissesto potenzialmente pericolosi per l’incolumità delle persone. Svolgono attività a supporto dell’autorità locale di protezione civile per l’adozione diretta e in tempo reale, delle misure di coordinamento, comando e controllo previste dalla pianificazione di emergenza” (Allegato del decreto dirigenziale n.312 de 11/05/2015, Regione Campania), i cui compiti, riconosciuti dal protocollo di intesa sono stati:
1. la costituzione di gruppi di volontari presidianti;
2. la programmazione di specifici e periodici percorsi formativi;
3. la collaborazione con il Settore Programmazione Interventi di Protezione Civile sul territorio, in ordine alla condivisione di dati e/o informazioni aggiornate sulla pronta disponibilità e reperibilità delle associazioni costituite, nonché sugli aspetti assicurativi di legge.

 

Attività formativa svolta dai futuri presidianti

Le mansioni a cui sarà chiamato il tecnico presidiante consisteranno, come dice la parola stessa, in un’attività di controllo dell’area di competenza. Nel dettaglio dovrà:
1. assicurare un’attività di ricognizione dei movimenti franosi;
2. in caso di situazione di pre-allarme o allarme, provvedere alla specializzazione della sorveglianza per le 24 ore successive fino alla dichiarazione di cessazione dell’allarme;
3. individuare e proporre i servizi di pronto intervento e di prevenzione non strutturale, nel corso dell’evento;
4. durante l’evento, assicurare alla Sala Operativa Regionale Unificata (SORU) le informazioni non strumentali che consentano di formulare/aggiornare/confermare gli scenari evolutivi;
5. ristabilita l’ordinarietà, fornire alla SORU un rapporto sintetico circa l’evento verificatosi.
Le attività svolte dai presidianti devono, ovviamente, essere rese note alle strutture tecniche e amministrative che a vario titolo operano sulle problematiche legate al dissesto idrogeologico.
Per l’addestramento sono stati avviati dei corsi che hanno previsto lezioni frontali e attività sul campo, nonché la predisposizione delle Carte dei Punti di crisi, ossia mappe dove vengono individuate buona parte delle aree da sorvegliare in caso di condizioni meteo-avverse.
Ad addestramento terminato, saranno poi inviati direttamente sul territorio per vigilare le zone critiche precedentemente individuate: pendii, torrenti, fiumi, canali, ma anche sottopassi e tratti tombati. In caso di pericolo, avvertiranno i sindaci, che potranno assumere decisioni di protezione civile in modo “consapevole”.
L’area di competenza di ogni coppia di presidianti, costituite da un ingegnere ed un geologo, è riferibile ai singoli COM, già esistenti o da strutturare, sul territorio.

Programmazione delle attività di sopralluogo durante l'attività di formazione dei presidianti in Regione Campania

Programmazione delle attività di sopralluogo durante l’attività di formazione dei presidianti in Regione Campania

 

A titolo di esempio, si riporta quanto stato fatto nella zona di allerta meteo 3 Penisola sorrentino – amalfitana, Monti di Sarno e Monti Picentini, dove sono attivi i seguenti COM (Centro Operativo Misto): 2 CE – San Felice a Cancello, 1 SA – Salerno, 2 SA – Sarno, 3 SA – Tramonti, 4 SA – Bracigliano. Il periodo di formazione dei presidianti è stato suddiviso in tre moduli di addestramento:

  • Primo periodo
    Lezioni 1-4: Preparazione carte di Sintesi semplificata
    Lezione 5: Criteri metodologici di costruzione della Carta dei Punti di Crisi e delle relative schede monografiche
  • Secondo periodo
    Lezioni 1-8: Attività di sopralluogo svolta nei secondi otto ambiti di intervento
    Lezione 9-10: Attività di validazione dei rilievi di campo per la redazione delle Carte dei Punti di Crisi e delle schede monografiche realizzate per i diversi ambiti di intervento
  • Terzo periodo
    Lezione 1: Il Sistema di allertamento regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico. Soglie pluviometriche di allerta e modelli di preannuncio di frane e alluvioni. Rapporti di evento
    Lezione 2: I piani di emergenza comunali e il ruolo del volontariato nella Regione Campania
    Lezione 3: Visita guidata presso la Sala Operativa Regionale e il Centro Funzionale della protezione civile regionale

A maggio 2015 si sono conclusi i primi tre corsi relativi alla zona di allertamento meteo-pluviometrico n° 3 , che raccoglie tutti i comuni a rischio colata di fango da materiale piroclastico, di particolare pericolosità.
A breve con la conclusione degli ulteriori due corsi saranno coperte tutte le aree a rischio colata di fango della Regione Campania.
Ambiti territoriali di operatività dei presidi

Le attività di presidio sono state avviate nelle aree perimetrali a rischio idraulico ed idrogeologico elevati e molto elevati, coerentemente a quanto riportato nelle cartografie dei piani per l’assetto idrogeologico vigenti e aggiornati dalle Autorità di Bacino competenti.
Il presidio opera a scala di COM sul territorio regionale e la sede logistica corrisponde agli 86 Comuni indicati nell’Allegato F2 “Ambiti territoriali di operatività dei presidi”, distribuiti tra le cinque province della Regione.

 

Fonti bibliografiche

http://burc.regione.campania.it/eBurcWeb/directServlet?DOCUMENT_ID=75755&ATTACH_ID=107700
http://scuolaprotezionecivile.regione.campania.it/index.php?option=com_content&view=article&id=90&Itemid=109

http://www.lavoripubblici.regione.campania.it/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=584:rischio-frane-partito-sistema-presidi-territoriali-per-prevenire-i-disastri-assessore-cosenza-qaddestriamo-100-tecnici-per-area-sarno-e-costiera-amalfitanaq-caldoro-q-campania-allavanguardia-nellattivita-di-difesa-dei-rischiq&catid=3:newsflash&Itemid=66

L’Autore del presente articolo tiene a ringraziare il Prof. Cosenza e la collega ing. Maria Vitiello che ha partecipato in qualità di futuro presidiante territoriale per la Regione Campania.

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