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Per mezzo dei satelliti si continua a monitorare l’Abruzzo

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Dopo il terremoto del 6 Aprile si è continuato a monitorare mediante il satellite COSMO-SkyMed il territorio dell’Abruzzo per conto del Dipartimento di Protezione Civile, con l’obiettivo di rilevare nei dettagli gli spostamenti che stavano avvenendo sul terreno.

Gli obiettivi erano particolarmente impegnativi, sia per la grandezza dell’area a cui si era interessati, sia per il numero di immagini che dovevano essere acquisite prima di poter avere delle misure affidabili utilizzando tecniche interferometriche. Essere riusciti a raggiungerli in pochi mesi è una storia di successo, che è stata resa possibile dall’unicità delle capacità operative di COSMO.

I primi risultati di questo monitoraggio vengono ora resi disponibili dal progetto pilota MORFEO, uno dei progetti di Osservazione della Terra in collaborazione con il Dipartimento di Protezione civile. MORFEO sta per MOnitoraggio e Rischio da Frana mediante dati EO, ed è una iniziativa coordinata di ricerca e sviluppo finalizzata a realizzare un sistema prototipale che supporti il Dipartimento di Protezione Civile nelle sue attività di valutazione e mitigazione del rischio frane. Per il monitoraggio delle deformazioni della superficie terrestre fa largo uso della tecnologia DinSAR, che offre una visione geografica e spazialmente distribuita delle deformazioni complementare alle misurazioni in situ ed al GPS. In MORFEO sono disponibili diversi prodotti interferometrici, dalle mappe delle aree monitorabili alle mappe di deformazione a bassa ed alta risoluzione, che utilizzano dati SAR in banda C, L e naturalmente X.

MORFEO sta quindi elaborando i dati COSMO acquisiti sul’Abruzzo. Nell’attività sono impegnati due gruppi scientifici che si occupano di interferometria, l’IREA-CNR e il Politecnico di Bari Dipartimento Interateneo di Fisica, assieme allo spin-off GAP. Il progetto, coordinato dalla Carlo Gavazzi Space, ha come responsabile scientifico il Dott. Fausto Guzzetti, Direttore dell’IRPI-CNR, a cui compete l’interpretazione geologica dei fenomeni che i satelliti rilevano.

Fonte: ASI

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