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Parte la ‘missione ricambio’ dei moduli fotovoltaici sull’Everest

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La ‘semplice’ operazione di sostituzione moduli di un sistema fotovoltaico può diventare eccezionalmente straordinaria se l’impianto è in funzione in condizioni decisamente estreme, come possono essere, ad esempio, quelle presenti sull’Everest.

L’impianto in questione è quello del Laboratorio osservatorio internazionale Piramide del Comitato Ev-K2-Cnr, l’ente che da più di vent’anni si occupa di sviluppare la ricerca scientifica e tecnologia in alta quota. Il laboratorio, voluto da Ardito Desio e realizzato nel 1989 da aziende italiane, permette di effettuare preziosi studi dei cambiamenti climatici e ambientali, della medicina e della fisiologia umana in condizioni estreme, oltre a offrire possibilità di ricerca in tema geologico, geofisico e sismologico.

Per sostituire le batterie e i moduli dell’impianto esistente, ancora funzionanti ma da rimpiazzare con modelli più innovativi, parte il 27 settembre il progetto “Cobat EvK2Cnr – Top Recycling Mission”, promossa dal Comitato Ev-K2-Cnr e da Cobat, Consorzio Nazionale Raccolta e Riciclo, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente. La missione, nell’arco di 18 giorni, trasporterà e installerà 120 moduli fotovoltaici nuovi, sviluppati su 66 metri quadrati, che forniranno 9 Kw di energia pulita alla Piramide e all’intero campo base. Dalla capitale nepalese Kathmandu, il team della missione si incamminerà a piedi lungo i sentieri in terra battuta e sassi, di fatto l’unico modo per raggiungere la Piramide. Moduli e accumulatori partiranno in aereo da Kathmandu per Lukla, a 2.860 metri d’altezza, e da lì saranno trasportati da oltre 100 sherpa e da altrettanti yak fino ai 5.050 metri della Piramide.

I moduli e gli accumulatori rimossi non verranno eliminati ma donati a due cooperative di Dinboche, nella Khumbu Valley, per la costituzione di un’autentica “Community Solar Station” che fornirà l’elettricità agli abitanti del paese.

“Sono passati 25 anni dalla decisione di alimentare con pannelli fotovoltaici il Laboratorio”, spiega Agostino Da Polenza, presidente dell’Ev-K2-Cnr. “Nel tempo la necessità di energia è cresciuta e con essa anche il numero di pannelli, la loro quantità e qualità, e solo ora la resa dei moduli fotovoltaici ci consiglia la loro sostituzione. I nuovi moduli garantiranno energia per un nuovo, lungo periodo, e al contempo ci consentiranno di dimostrare che il nostro Paese è all’avanguardia nel campo del rispetto dell’ambiente”.

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