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Le prime immagini dal telescopio VST

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Si chiama VST (VLT Survey Telescope) il più grande telescopio a campo largo che ha regalato al mondo le prime immagini stellari: Messier 17 (M17), un sito di formazione delle stelle che si trova a circa 5.500 anni luce nella costellazione del Sagittario, e Omega Centauri, il più grande e il più brillante ammasso globulare di stelle conosciuto.

Il progetto è frutto del lavoro congiunto dell’Osservatorio europeo meridionale (Eso), responsabile dell’alloggiamento e dei lavori di ingegneria civile, e dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) di Napoli, che ha progettato e costruito il telescopio.

Il VST, che va ad aggiungersi ai quattro telescopi VLT (very large telescope) dell’Osservatorio europeo meridionale posti in cima al Cerro Paranal, ha un campo visivo talmente grande che può osservare l’intera nebulosa M17, comprese le sue parti esterne più fioche. Con l’enorme macchina fotografica a 268 megapixel al centro, è stato progettato per mappare il cielo velocemente e con una qualità di immagine molto alta. Si tratta inoltre un telescopio in luce visibile che integra perfettamente il telescopio a infrarossi.

Ora che ha raggiunto la piena capacità operativa, il VST si appresta a realizzare tre campagne osservative a grande campo nei prossimi cinque anni. Il progetto Kids osserverà diverse zone di cielo lontane dal piano della Via Lattea, studierà la materia oscura, l’energia oscura e l’evoluzione delle galassie.

Atlas osserverà invece una grande area di cielo, concentrandosi sulla comprensione dell’energia oscura, e sarà inoltre di sostegno ad altri progetti specifici che usano il VLT ed altri telescopi. La terza campagna, Vphas+, osserverà il piano della Via Lattea per studiare e descrivere la struttura del disco galattico e la storia della sua formazione. Si prevede che VPHAS+ produrrà un catalogo di circa 500 milioni di oggetti celesti e sarà in grado di scoprire nuovi tipi di stelle in vari stadi evolutivi.

O.O.

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