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L'antimateria terrestre

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Sono spettacolari lampi di luce di sopra delle nubi, i cosiddetti lampi gamma terrestri, fenomeno noto ma fino a qualche giorno fa mai “visto”. Poi è arrivato l’occhio vigile del satellite Fermi della Nasa. Il suo telescopio ha immortalato l’evento grazie ai rivelatori, progettati per catturare i raggi gamma emessi dai fenomeni piu’ violenti dell’universo, come le esplosioni di supernovae.

Questi getti vengono lanciati nell’atmosfera terrestre in seguito a fenomeni temporaleschi e percepiti come lampi di luce al di sopra dello strato di nuvole.

Secondo gli esperti questa è una scoperta del tutto inattesa, una scoperta della geoscienza tra le più importanti degli ultimi tempi. Come è noto da tempo, i temporali possono creare scintille di raggi gamma. Quello che è stato osservato per la prima volta dal telescopio spaziale del satellite Fermi è che vengono prodotte anche correnti di elettroni e anti-elettroni, equivalenti all’antimateria.

Il satellite stesso è stato colpito da questi fasci di anti-elettroni e, dalla reazione generatasi, cioè dalla produzione di raggi gamma rilevabili dallo stesso Fermi, il satellite si è accorto della loro presenza.

Steven Cummer, esperto sul tema dell’elettricità atmosferica della Duke University, commenta: “L’idea è che su ogni pianeta su cui si verificano piogge si possa generare l’antimateria, e che poi questa antimateria si espanda nello spazio sotto forma di fascio focalizzato rilevabile da un veicolo spaziale. Tutto ciò sembra come qualcosa estratto direttamente dalla fantascienza“.

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