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Regolare l’acqua nel terreno tramite le opere di drenaggio

Gli interventi mediante le opere di drenaggio hanno tra le diverse funzioni quella di regolare il contenuto d'acqua nel terreno

drenaggio
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Gli interventi mediante le opere di drenaggio hanno tra le diverse funzioni quella di regolare il contenuto d’acqua nel terreno; infatti, lo stato di tensione interno è il risultato della somma di due contributi, ovvero le tensioni efficaci e quelle interstiziali. Nel terreno è prevista una certa percentuale di acqua, definita acqua di legame tra i grani, mentre quella eccedente provoca un allontanamento tra le particelle costituenti e una diminuzione della resistenza meccanica (dettata dalla combinazione di coesione e angolo di attrito).

Questa tipologia di intervento consiste quindi nell’allontanare e raccogliere le acque superficiali e/o sotterranee nei pendii instabili e nei terreni di fondazione da consolidare ed eventualmente bonificare.

Le opere appartenenti a questa categoria si distinguono tra drenaggio:

  • superficiale: permettono una più rapida e semplice installazione, ma si danneggiano facilmente e le soluzioni offerte sono a breve termine. Solitamente queste opere sono adottate appena avvenuta una frana e si distinguono tra:
  1. cuneo drenante, senza funzione statica, realizzato alla base del pendio o della scarpata con funzione di consolidare e drenare attraverso opportuno materiale naturale (pietrisco e/o ghiaia);
  2. trincea drenante, solitamente disposta parallela alla linea di massima pendenza;
  3. opere di drenaggio superficiale (semplici canalette), la cui realizzazione è spesso abbinata a interventi profondi e definitivi;
  4. drenaggio sub-orizzontale (tubazioni in PVC);
  • profondo: a differenza delle precedenti, hanno carattere definitivo e sono più efficaci nei confronti della stabilizzazione del versante di frana. Gli interventi si distinguono in:
  1. sperone drenante;
  2. pozzo drenante;
  3. paratie (fino a 30 m di profondità con uno spessore compreso tra i 60 e 120 cm);
  4. gallerie.

 

Per entrambe le tipologie è prevista comunque una fase preliminare corrispondente al sondaggio e alla messa in opera di piezometri.

 

 

Sistemazione e consolidamento di un versante in frana mediante la realizzazione di opere di drenaggio superficiali e profonde. Fonte: APAT, Atlante delle opere di sistemazione dei versanti. Secondo aggiornamento, Rapporto n. 10, 2002, ISBN 88-448-0286-6 (http://isprambiente.gov.it)

 

Un esempio di questo intervento è stato messo in pratica a San Fratello (Me) a seguito dell’evento franoso del 14 febbraio 2010, il più devastante mai registrato in Sicilia sia per estensione sia per i danni provocati al patrimonio edilizio causato dalle forti precipitazioni che hanno interessato l’isola nei mesi precedenti.

Nello studio del dissesto, si è fatto ricorso a tecnologie innovative e a un’accurata scelta degli interventi; in particolare per realizzare le trincee drenanti profonde, senza incidere con scavi in corrispondenza del pendio di frana, si è fatto ricorso a pali secanti di calcestruzzo alveolare della profondità di 12 m.

Inoltre, sono stati previsti pozzi strutturali di grande diametro collegati attraverso paratie di pali ad arco, all’esterno del centro urbano, e paratie costituite da due file di pali con trincea drenante di tipo tradizionale, all’interno dell’abitato.

È stato infine attivato il monitoraggio degli effetti degli interventi sulla frana e dei possibili cedimenti indotti dai drenaggi (Basile G., Cafiso F., Lo Monaco P., Panebianco M., 2012, La grande frana di San Benedetto del 14 febbraio 2010, Atti del Convegno Nazionale “Dissesto idrogeologico e la gestione del territorio in Itaia”, Geoligia dell’Ambiente, Supplemento n. 2).

 

 

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