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Idrocarburi e sismicita’ in Italia: il parere del mondo scientifico

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L’esame della potenziale correlazione fra attività di ricerca, produzione e stoccaggio di idrocarburi e sismicità necessita di rigore scientifico, metodologie comprovate e massima trasparenza delle informazioni. Questo il tema al centro di “Idrocarburi e sismicità”, convegno organizzato a Roma il 12 novembre 2014 da Assomineraria e Società geologica italiana, in collaborazione con l’Ordine Regionale Geologi Lazio e con il patrocinio di Ispra – Servizio Geologico. Il mondo scientifico italiano e internazionale protagonista del convegno ha ribadito che le competenze scientifiche e la conoscenza del sottosuolo rendono le attività minerarie sicure, compatibili con l’ambiente ed economicamente efficienti.

La giornata, composta di diversi momenti di approfondimento scientifico, si è aperta con una analisi dell’attività di esplorazione e produzione in Italia edel relativo contesto normativo, tra i più rigorosi a livello internazionale. Il convegno si è poi concentrato sulle caratteristiche sismotettoniche del nostro Paese e sul monitoraggio dei fenomeni sismici in relazione allo sfruttamento del sottosuolo, illustrati dai massimi esperti accademici e della ricerca.

In Italia l’attività di monitoraggio geodinamico dei giacimenti di idrocarburi risale alla fine degli anni ’70, e ha visto svilupparsi numerose reti di controllo. In questo campo, la centralità di metodologie certificate e comprovate implica una continua innovazione tecnologica e l’evoluzione del bagaglio di conoscenze e competenze sui fenomeni del sottosuolo.

La trasparenza e il rigore scientifico sull’argomento “Idrocarburi e sismicità” si avvalgono di un importante esempio: il Laboratorio Cavone in Emilia Romagna, per il quale il contributo di ministero, Regione e operatori è stato fondamentale. Nel quadro del LabCavone, un gruppo di sei autorevoli docenti internazionali ha condotto uno studio scientifico ufficialmente validato dall’Ingv. Gli autori dello studio – presenti al convegno – hanno lavorato sulla base di oltre un milione di dati raccolti tra aprile e luglio 2014, integrandoli in un modello geodinamico 3D alimentato con i dati di monitoraggio raccolti in oltre venti anni. Uno strumento innovativo per la metodologia e per la chiarezza dei risultati.

L’avanzamento dei lavori e i risultati dello studio sono stati caratterizzati da una totale trasparenza grazie alla messa on line di due siti dedicati. Inoltre, attraverso il sito di Assomineraria, studenti, ricercatori e accademici possono ora richiedere l’intero database del monitoraggio del sito di Cavone per approfondimenti e tesi di laurea.

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