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Terremoto in Emilia: la causa e’ l’Appennino ‘sepolto’ sotto la Pianura Padana

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Il terremoto di magnitudo 5,9 che la notte di sabato scorso ha scosso la provincia ferrarese alle ore 4,03 del mattino si è verificato a soli 6,3 Km di profondità, causato dall’attività appenninica “sepolta” sotto la Pianura Padana. Si è trattato dunque di un fenomeno superficiale, in tutte le 30 scosse successive, legate a strutture al di sotto della Pianura, come ha confermato Alessandro Amato, dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).

L’Appennino è, infatti, una catena montuosa composta da pieghe di roccia che da Sud si sono mosse verso Nord, in un processo di accavallamento durato milioni di anni e che sono finite per sprofondare nella Pianura Padana e essere sepolte sotto i sedimenti del Po.

Sarebbe dunque erroneo pensare che la Pianura sia una zona non esposta a eventi sismici. Essa, infatti, è piuttosto meno attiva e per questo meno conosciuta dal punto di vista sismico. Risale al 1570 la testimonianza dell’ultimo sisma forte con effetti paragonabili a quelli di un ottavo grado della scala Mercalli, mentre fenomeni meno violenti sono stati documentati nel ‘700.

L’Ingv, in seguito ai terremoti avvenuti lo scorso gennaio, aveva già avviato dei progetti per approfondire lo stato della zona Padana.

C.C.

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