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Online in modelli geologici 3d del progetto GeoMol

Pubblicate online le mappe e i modelli geologici 3D del progetto transnazionale GeoMol, nato con l'obiettivo di valutare i 'geo-potenziali' dei bacini sedimentari alpini di avanfossa-avampaese

Una schermata esempio del visore GeoMol
Una schermata esempio del visore GeoMol
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Sono state pubblicati online i risultati finali del Progetto GeoMol “Assessing subsurface potentials of the Alpine Foreland Basins for sustainable planning and use of natural resources” ottenuti da Ispra, Regione Emilia Romagna e Regione Lombardia.

Finanziato dal Programma Spazio Alpino 2007-2013 – Cooperazione Territoriale Europea, nell’ambito del tema prioritario 3 – Environment and Risk Prevention, il progetto GeoMol ha previsto lo sviluppo di un modello tridimensionale del sottosuolo, basato su metodi di valutazione coerenti, e supportato da criteri di lavoro e linee guida comuni e condivisi.

Punto di partenza sono i dati geologici – acquisiti dagli Stati partner, Austria, Francia, Germania, Italia, Slovenia e Svizzera – che descrivono le strutture dei Bacini della Molassa (Nord delle Alpi) e della Pianura Padana (in particolare del settore centro-orientale), a supporto della valutazione e gestione dei geo-potenziali a livello transnazionale e per permettere l’accesso ai dati anche da parte degli utenti interessati.

I bacini sedimentari alpini di avanfossa-avampaese custodiscono risorse naturali e capacità di stoccaggio, i cosiddetti “geo-potenziali”, che possono essere valorizzati per lo sviluppo e la gestione sostenibile delle energie pulite. Questi bacini, profondi più di 5000 metri, si estendono ai margini della catena Alpina e offrono risorse geotermiche e capacità di stoccaggio di gas e CO2, elementi fondamentali per la produzione di energia e sviluppo delle reti energetiche.

Lo sfruttamento di questi geo-potenziali può diventare competitivo rispetto alla produzione di gas e petrolio; in particolare l’’utilizzo della risorsa geotermica, se pianificato in modo sostenibile, può rappresentare una quota importante del contributo dato dalle fonti rinnovabili.

Questo processo di geovalutazione va fatto in ottica transnazionale, soprattutto in considerazione dei problemi connessi agli impatti indotti dall’’utilizzo delle risorse e dell’’interazione con i rischi geologici, come la sismicità, in particolar modo in un settore densamente popolato come la Pianura Padana.

Per l’Italia l’area pilota è Brescia-Mantova-Mirandola: di quest’area sono oggi disponibili le mappe delle isobate relative a 15 orizzonti e faglie associate, estratte dal modello geologico 3D, le mappe del potenziale geotermico e mappe sismotettoniche.

L'area pilota italiana

L’area pilota italiana

L’area pilota italiana si estende dal margine sudalpino (area di Brescia) alla zona compresa tra Carpi e Finale Emilia, per un’estensione di circa 5.700 km2. Tale area è stata definita per poter analizzare un settore strategica sia dal punto di vista della valutazione del geopotenziale (geotermia) che per la presenza di strutture tettoniche sismicamente attive, come quelle che poi hanno generato la sequenza sismica del maggio 2012.

L’area pilota è coperta da un dataset costituito da circa 12.000 km di linee sismiche (807 linee) e da 126 pozzi (in larga parte già pubblicamente disponibili), distribuiti su un poligono più ampio dell’area pilota (circa 9.000 km2). Questo dataset è stato messo a disposizione da ENI SpA per le specifiche finalità del Progetto.

Al fine di ottenere uno modello geologico omogeneo per l’intera area pilota è stato prodotto uno schema stratigrafico, valido alla scala regionale, comprendente 17 orizzonti, di cui 6 di età pleistocenica, sulla base del quale sono stati analizzati e interpretati i dati disponibili.

La consultazione delle mappe è possibile tramite un Map Viewer qui.

La navigazione del modello 3D è possibile attraverso un 3D Viewer qui che consente anche l’estrazione di sezioni e mappe on demand.

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