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L’Ingv stima il numero delle prossime eruzioni dell’Etna

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Nei prossimi 10 anni per l’Etna si verificheranno dalle 7 alle 35 eruzioni l’anno: ad affermarlo è un’analisi dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) basata su modelli statistici applicati all’attività storica di un vulcano.

Pubblicata sul magazine internazionale “Journal Geophysical Research – Solid Earth” e realizzata per l’Etna dai ricercatori Annalisa Cappello, Giuseppe Bilotta, Marco Neri e Ciro Del Negro (Università di Catania e Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Ingv), l’analisi statistica è stata sviluppata prendendo in considerazione i dati storici dell’attività eruttiva dell’Etna riguardanti gli ultimi quattro secoli ed esaminando in dettaglio le loro diverse distribuzioni spaziali e temporali.

In primo luogo, emerge l’aumento progressivo dei fenomeni negli ultimi 100 anni, sia in frequenza che in intensità. L’analisi combinata di tutta l’attività sommitale permette i stimare che avverranno tra 7 e 35 eruzioni all’anno per i prossimi 10 anni, con la stima migliore intorno ai 17 eventi eruttivi l’anno. “Questi risultati”, spiega Del Negro, “sono profondamente influenzati dalla recente nascita del Cratere di Sud-Est, che dal 1971 in poi ha marcato un significativo cambiamento nell’attività dell’Etna, concentrata principalmente su questa nuova bocca sommitale: nel giro di una quarantina d’anni il Cratere di Sud-Est ha, infatti, generato più eventi eruttivi di quanti ne abbiano prodotti, insieme, il Cratere Centrale ed il Cratere di Nord-Est in più d’un secolo. Considerando individualmente i crateri sommitali, si ottiene per il Cratere di Sud-Est una stima di circa 22 eventi eruttivi l’anno (quasi due al mese) nei prossimi 10 anni, laddove il Cratere Centrale produrrà, forse, un evento ogni due anni ed il Cratere di Nord-Est fra 1 e 2 eventi l’anno”.

L’analisi ha permesso inoltre di effettuare stime sulle eruzioni laterali, che rappresentano i fenomeni più pericolosi per le popolazioni che vivono sui fianchi del vulcano. “ Proiettando i risultati della nostra analisi ai prossimi 10 anni”, continua il ricercatore Ingv, “abbiamo ottenuto una stima che varia da meno di un’eruzione ogni 6 anni a poco più di un’eruzione ogni 4 anni. La stima più ragionevole è di poco più di un evento eruttivo laterale ogni 5 anni e, quindi, 2 o 3 eventi nei prossimi 10 anni”.

Rispetto alla distribuzione spaziale delle eruzioni laterali, il fattore maggiormente determinante è la quota, con la probabilità più alta di eruzioni concentrata sopra i 2500 metri sul livello del mare. Al di sotto di questa quota, il versante con maggiori probabilità di apertura di nuove bocche eruttive laterali è quello nord-orientale, seguito dal versante meridionale, che corrisponde anche al versante più urbanizzato del vulcano.

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