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La rottura di una nuova faglia all’origine del terremoto?

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Potrebbe essere la rottura di una nuova faglia all’origine del terremoto di magnitudo 5,8 avvenuto questa mattina nella zona di Modena. A formulare questa ipotesi è Alessandro Amato, sismologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Archiviata subito l’ipotesi che si fosse trattato di scosse di assestamento, il sisma di questa mattina è avvenuto lungo il margine occidentale dell’arco lungo circa 40 chilometri attivato con il terremoto del 20 maggio scorso, quando le scosse più forti erano avvenute nella zona orientale, nel ferrarese così come le repliche avvenute nei giorni successivi. Il terremoto di questa mattina indica invece che molto probabilmente sono attive più faglie.

“La struttura responsabile del terremoto di oggi nel modenese – ha aggiunto il sismologo dell’Ingv – è la struttura complessa del tratto settentrionale dell’Appennino, nel quale la catena montuosa prosegue sotto la Pianura Padana. Si tratta della stessa legata al sisma del 20 maggio, ma probabilmente avvenuta su una faglia adiacente. Non si tratta quindi una replica in senso stretto”.

La sequenza del sisma di questa mattina, rende noto l’Ingv, evidenzia che nell’arco di 80 minuti sono avvenute nel modenese quattro forti scosse di magnitudo superiore a 4, l’ultima delle quali, di magnitudo 4,7, alle 10.27. La terra ha remato per la prima volta alle 9,00 con magnitudo 5,8, alle 9.07 si è registrata una scossa di magnitudo 4.0, alle 9,09 la magnitudo è stata di 4,1, alle 10,25 si è passati al 4,5 e alle 10,27 la replica maggiore, di magnitudo 4,7. Nello stesso arco di tempo sono state registrate anche numerose scosse di magnitudo compresa fra 3 e 4 e altre di magnitudo inferiore a 3.

O.O.

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