Italia protagonista della ricerca sul permafrost del Karakorum - Geologi.info | Geologi.info

Italia protagonista della ricerca sul permafrost del Karakorum

wpid-17176_img.jpg
image_pdf

In prima linea sul fronte della ricerca sul permafrost, elemento chiave per la stabilità idrogeologica del terreno, per la comprensione dei cambiamenti climatici e per la biodiversità, c’è l’Italia, con il Comitato Evk2Cnr che proprio in questi giorni ha avviato la prima missione scientifica sul campo in Karakorum, gruppo montuoso a nord-ovest dell’Himalaya, da cui è diviso dalla fossa del fiume Indo.

La spedizione scientifica sul permafrost è promossa dal Comitato Evk2Cnr nell’ambito del progetto di monitoraggio climatico e ambientale Share (Stations at high altitude for research on environment), e si svolge sotto la direzione scientifica di Mauro Guglielmin, docente dell’Università dell’Insubria, che insieme ai suoi collaboratori ha calcolato nei mesi scorsi una stima della quantità di permafrost in Karakorum basandosi su dati climatici e dati satellitari multi spettrali, arrivando a risultati sorprendenti che ora cercheranno di verificare installando due stazioni di monitoraggio.

“Se le nostre stime fossero verificate, il permafrost occuperebbe un’area enormemente maggiore rispetto a quella occupata dai ghiacciai in Karakorum – spiega Guglielmin -. Tenteremo di verificare queste stime sul campo con questa prima missione sul Deosai e sul Baltoro. Abbiamo scelto alcuni punti sulla carta del permafrost che abbiamo prodotto, dove si recherà il mio team per fare indagini geofisiche che verificheranno l’effettiva presenza di permafrost e, soprattutto, la quantità di ghiaccio che contiene, cosa difficilissima da stimare”.

Ma non sarà solo il permafrost al centro delle ricerche scientifiche promosse da EvK2Cnr nella stagione estiva in Karakorum. Sul Baltoro e sul Gasherbrum I si svolgerà infatti anche una campagna di monitoraggio glaciologico e idrologico coordinata da Christoph Mayer, Bavarian Academy of Sciences and Humanities, in collaborazione con i progetti Share e Seed (Social economic and environmental development), finalizzato allo sviluppo integrato della regione del Central Karakorum National Park.

Si tratta di una campagna glaciologica internazionale con studi sull’ablazione dei ghiacciai e sull’accumulo di neve in alta quota, il cui obiettivo è acquisire informazioni sulla fusione stagionale dei ghiacciai e la portata dei fiumi, valutando gli effetti del climate change nell’alto bacino dell’Indo. La missione, programmata tra metà giugno e fine luglio, comporta diverse rilevazioni sul Baltoro fino a Concordia e salirà fino al campo 1 del Gasherbrum I, 8.068 metri in Karakorum, dove verranno raccolti campioni di neve sui quali verranno condotte analisi chimiche e fisiche.

L’alpinista Daniele Bernasconi salirà fino a campo 2 del Gasherbrum I, a quota 6.400 metri circa, per svolgere una survey con un georadar in vista dei carotaggi di ghiaccio programmati per il 2014, nell’ambito del progetto coordinato da Valter Maggi del Dipartimento di scienze ambiente e territorio dell’Università di Milano Bicocca, dedicato alla costruzione di un archivio globale dei ghiacciai d’alta quota.

Questa attività rientra nell’ambito di Nextdata, progetto di interesse strategico del Miur, coordinato dal Dipartimento scienze del sistema terra e tecnologie per l’ambiente del Cnr, dedicato alla misura, interpretazione e messa a disposizione dei dati ambientali e climatici in regioni d’alta quota, con lo scopo di ottenere informazioni sulla variabilità climatica naturale negli ultimi mille anni, di quantificare i cambiamenti in corso e di sviluppare scenari per i cambiamenti attesi nelle regioni montane nei prossimi decenni.

{GALLERY}

Copyright © - Riproduzione riservata
Italia protagonista della ricerca sul permafrost del Karakorum Geologi.info