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Il maxi progetto di misurazione geofisica del Mar Morto

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Lo studio è stato sostenuto dalla Accademia delle Scienze di Israele e coinvolge decine di scienziati provenienti da America, Germania, Svizzera, Norvegia, Giappone, Israele, Giordania e Palestina e a coordinarlo è il professor Zvi Ben-Avraham dell’Università di Tel Aviv di Minerva Dead Sea Research Center.

L’equipe internazionale di ricerca fa parte dell’International continental scientific drilling program e questo è il primo studio internazionale in profondità nel Mar Morto che promette di rivelare dettagli climatici sinora sconosciuti.

La profondità finora raggiunta, con una trivella montata su una chiatta, è di 460 metri, da cui sono stati prelevati sedimenti che forniranno una quantità enorme di informazioni sul cambiamento climatico e consentiranno di costruire modelli sui terremoti. I sedimenti infatti forniscono un archivio delle condizioni ambientali di una determinata zona nel suo passato geologico, come spiega il Prof. Ben-Avraham.

Lo scienziato tedesco che dirige l’International Continental Drilling Program Drilling Program, Ulrich Harms, ha invece spiegato: “abbiamo effettuato perforazioni attraverso circa mezzo milione di anni di depositi sedimentari, da questi campioni si possono dedurre non solo la storia del clima, ma anche quanto accaduto nel sottosuolo in questa regione sismicamente molto attiva’.

Cosa accadde 365,25 mila anni fa? Che clima c’era in quell’epoca sulla Terra?

Un lavoro che non solo permetterà di scoprire il passato ma potrebbe dare preziose informazioni anche per il futuro, in particolare fornendo chiavi di lettura dei meccanismi che stanno ora provocando il riscaldamento del pianeta.

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