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I meteoriti piu’ famosi nel mondo in mostra a Prato

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Il 16 febbraio 1883, con il suo peso stimato di 200 kg per 75 cm di altezza e 60 cm di larghezza, ha provocato la formazione di un cratere di circa 70 cm di profondità.Stiamo parlando del meteorite Alfianello, caduto nell’omonimo comune in provincia di Brescia, uno dei campioni più rilevanti esposti a Prato fino al 2 giugno nell’ambito della mostra Meteoritica a palazzo Buonamici.

Riunendo le collezioni del Museo di Scienze Planetarie della Provincia di Prato, del Museo di Mineralogia dell’Università La Sapienza e del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, l’esibizione ha come protagonisti i più ‘famosi’ meteoriti, impattiti, minerali e fossili. Tra questi, uno dei più antichi in mostra è Ensisheim, una meteorite condritica il cui corpo principale ha un peso di 127 kg, vista cadere e poi raccolta il 7 novembre del 1492 in Alsazia. Osservata fin da oltre 150 km di distanza, questa caduta scavò un cratere di circa 1 metro di profondità. È famosa anche per l’accurata documentazione storica che ne descrive la raccolta e la conservazione.

Canyon Diablo è invece una meteorite metallica il cui nome è sconosciuto ai più pur essendo la responsabile della formazione del famosissimo Meteor Crater, in Arizona. Il cratere, risalente a circa 50.000 anni fa, ha un diametro di circa 1.200 metri e una profondità di 170 metri. Esso si è originato per l’impatto di un corpo che doveva avere un diametro di circa 50 metri e ha sviluppato un’esplosione che ha liberato circa 10 megaton di energia, circa 500 volte più distruttiva della bomba atomica di Hiroshima.

In mostra a Prato c’è anche L’Aigle: nel primo pomeriggio del 26 aprile del 1803, una pioggia di oltre tremila frammenti di questa meteorite colpì il piccolo villaggio francese della Bassa Normandia. La caduta di questa meteorite ha rappresentato una pietra miliare nella corretta interpretazione del fenomeno. Curiosa, e nota, anche la storia di Allende, enormepalla di fuoco che nella notte dell’8 febbraio 1969 attraversò i cieli dello stato di Chihuahua in Messico, scomponendosi poi in migliaia di frammenti che caddero su una superficie di circa 400 chilometri quadrati. I frammenti raccolti, ognuno con crosta di fusione e con massa compresa tra 1 g a 110 kg, nel loro insieme hanno una massa totale di circa 2 tonnellate. Questa meteorite carboniosa cadde in un momento di grande fermento per l’intera comunità di scienziati planetari: era l’anno della prima passeggiata lunare, del primo rientro di materiale extraterrestre sulla Terra, l’anno in cui molti laboratori del mondo si stavano preparando allo studio dei campioni lunari. Le condriti carboniose sono meteoriti rare e molto importanti perché in alcune di esse sono state ritrovate minerali idrati e composti organici che le rendono particolarmente importanti per gli studi esobiologici.

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