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Frane e alluvioni nel 2014: la storia di un anno da dimenticare

Il 2014 sara' ricordato per i numerosi eventi alluvionali e franosi che hanno caratterizzato la penisola italiana. Ecco i principali

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Il 2014 è stato un anno denso di eventi alluvionali e franosi. Sono trascorse poche settimane dal termine dello scorso anno, ma è vivo nella memoria gli effetti prodotti dall’acqua sul territorio nazionale:

  • 33 morti (13, per frane; 20, per inondazione);
  • 46 feriti (25, per frane; 21, per inondazione);
  • 10.024 senzatetto (3.368, per frane; 6.656, per inondazione).

Suddetti numeri sono contenuti nel Rapporto periodico sul rischio posto alla popolazione italiana da frane e da inondazioni per l’anno 2014, in cui sono riportati sotto forma di mappe, elenchi, statistiche ed analisi le frane e le alluvioni verificatesi in Italia. Tale documento è stato elaborato dall’Istituto di Ricerca per la Protezione Idrogeologica (IRPI) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che ha, tra le diverse competenze, quella di analizzare le informazioni sull’impatto che gli eventi idrogeologici hanno sulla popolazione e sul territorio.

Nella fattispecie, per il 2014, sono riportate le località colpite, unitamente al numero, corrispondente a ciascun evento, di morti, dispersi e feriti, poi esemplificate attraverso un’opportuna mappa dell’intero territorio nazionale in cui sono indicate le vittime a seguito di frane e di allagamenti, distinguendo il disagio o la perdita subita,ovvero in termini di beni materiali (senzatetto) o di vita umana (vittima, nel senso stretto del termine).

 

 

Mappa degli eventi di frana e di inondazione con vittime nel periodo dal 1 gennaio 2014 al 31 dicembre 2014 (fonte: http://polaris.irpi.cnr.it/report/last-report/).

 

In questa tabella  (scarica) invece, è riportato l’Elenco degli eventi di frana, inondazione e pioggia intensa con vittime nel periodo 1 gennaio – 31 dicembre 2014 (fonte: http://polaris.irpi.cnr.it/report/last-report/). Sono indicati in neretto gli eventi franosi, mentre in rosso le inondazioni e/o allagamenti. Molto spesso però suddetti fenomeni sono spesso concomitanti oppure consecutivi, poiché causati dal medesimo elemento naturale, l’acqua, che incide sul versante antropizzato o meno, andando a influire sul suo equilibrio geotecnico (variazione delle pressioni interstiziali con conseguente aumento delle tensioni complessive) e/o idrico.

Volendo procedere secondo un ordine, puramente cronologico, si citano alcuni degli eventi riportati nella tabella ed accaduti nel 2014.

Si evince che la Liguria risulta tra le regioni italiane più colpite dal maltempo; nello scorso anno, infatti, è stata interessata a gennaio da un fenomeno temporalesco che è stato distinto in tre fasi: già il 25 e il 26 dicembre 2013, si ebbero ragguardevoli soglie pluviometriche (valori di piogge cumulate in 48 ore superiori ai 350 mm, con il superamento del livello di guardia del Bisagno); il 4-5 gennaio fu colpita la Liguria di Levante, per poi arrivare alla perturbazione compresa tra il 16 e il 20 gennaio che interessò i comuni di Ceriana (400 mm), Montalto (370 mm), Rocchetta Nervina (330 mm) e Testico (340 mm). A seguito di precipitazioni persistenti, i livelli idrometrici dei corsi d’acqua raggiunsero i livelli di guardia, e in alcuni casi li superarono. Nel comune di Bogliasco (GE) l’onda di piena del torrente Poggi fece registrare registrare una vittima.

 

 

Deragliamento treno intercity sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia.

 

Si configurò quindi una scenario ricco di movimenti franosi che, talvolta, provocarono disagi alla viabilità: richiamò e destò un certo clamore la frana che coinvolse deragliamento del treno Intercity 666 sulla linea ferroviaria Genova-Ventimiglia, in prossimità della stazione di Andora minacciando la stabilità delle abitazioni poste in corrispondenza della corona della frana.

La Liguria dovrà attendere il mese di ottobre (9-11 ottobre) per ricadere nella morsa del maltempo, rivivendo un evento fotocopia a quello patito nel 2011; la sede è nuovamente Genova provincia e comune. L’area fu sede di piogge molto intese e particolarmente localizzate (Genova Albaro raccolse 453 mm, mentre a Torriglia, parte alta dello Scrivia, 513 mm) che produssero esondazioni del torrente Bisagno, del rio Fereggiano e dello Sturla. In alcuni punti l’acqua raggiunse un’altezza pari a 1,80 m. Tra le zone più colpite vi fu nuovamente quella di Brignole, dove, nei pressi della stazione, fu recuperato il corpo dell’unica vittima di questo evento. Le piogge coinvolsero anche il ponente di Genova, in particolare Cornigliano, Coronata, Sestri Ponente, Multedo, Pegli e Voltri, causando altri allagamenti. I principali corsi d’acqua e i loro affluenti spesso superarono il livello di guardia, tra questi il torrente Polcevera a Cornigliano, il torrente Varenna a Pegli e il torrente Leira a Voltri. I danni causati dall’evento furono ingentissimi, la Regione stimò, per la parte pubblica circa 250 milioni di danni, 100 quelli stimati per le attività commerciali e produttive dalle associazioni di categoria (fonte ANSA).

Come si evince dalla Tabella 1, altre località furono gravemente colpite: tra il il 2 e il 4 maggio, è la volta delle Marche, con l’esondazione del fiume Misa e l’alluvione del comune di Senigallia (AN). (LEGGI DI PIU’ SULL’ALLUVIONE NELLE MARCHE)

 

 

 

Alluvione del 19 gennaio a Modena.

 

Medesimo scenario nelle regioni del Nord (Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia) e del centro (Emilia Romagna, Lazio, Toscana) e del meridione. In quest’ultimo caso, il Gargano fu sede, la prima settimana di settembre, di un evento ebbe le caratteristiche di un fenomeno “monsonico”, vista l’intensità con cui si manifestò (soglie pluviometriche cumulate di 600 mm contro quelle medie annue di 800 mm), provocando frane, allagamenti e due vittime nei territori di Carpino (FG) e Peschici (FG), e diverse centinaia gli sfollati. Ingentissimi i danni materiali (settori agricolo e ricettivo tra i più colpiti), con villaggi turistici e campeggi distrutti dalle piene che, in alcuni tratti della costa, cancellarono gli arenili e le spiagge.

Come già anticipato, nei mesi di ottobre e novembre il maltempo torna a interessare il Nord Italia, ovvero gli eventi che coinvolsero la Liguria, colpendo anche il Piemonte (province di Alessandria e Verbano-Cusio-Ossola, interessate da numerose frane e interruzioni della viabilità), l’Emilia Romagna (Parma, allagata dall’omonimo torrente e dal Baganza), la Toscana ( Manciano (GR), dove il torrente Sgrilla, fuoriuscito dagli argini, ha trascinato per un lungo tratto un’automobile e due anziane donne hanno perso la vita) e il Friuli Venezia Giulia (Muggia (TS), una frana ha travolto un’abitazione, provocando la morte di una persona).

In conclusione ne esce un quadro abbastanza allarmante: 42 eventi in un anno sul territorio nazionale (circa 3 eventi al mese), dove le regioni più colpite sono quelle del Nord-Ovest e parte di quelle del centro con una concentrazione nei mesi di gennaio (81 località) e novembre (102 località).

L’IRPI fornisce i seguenti numeri:

  • Liguria: 71 località colpite e 5 vittime;
  • Piemonte: 48 località colpite e 2 vittime;
  • Lombardia: 42 località colpite e 6 vittime;
  • Emilia-Romagna: 28 località colpite e 1 vittima;
  • Toscana: 35 località colpite e 5 vittime.

Distribuzione degli eventi idrogeologici per l’anno 2014 (Fonte: Irpi-Cnr)

 

 

 

 

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