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È stato assolto il geologo accusato di provocare i terremoti

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Il responsabile della ditta Geothermal Explorers Ltd, Markus Haering ormai noto come“l’uomo dei terremoti” ha rischiato ben 5 anni di carcere.

Il geologo svizzero, era finito sotto processo per aver provocato una serie di sismi, provocati durante l’inverno 2006/2007 nella città renana dalle trivellazioni nel quartiere di Kleinhüningen per la realizzazione di un progetto geotermico, (poi abbandonato) che ha causato danni a strade ed edifici.

L’unica persona chiamata a rispondere ai giudici del Tribunale penale è stato lui, nella veste di responsabile della società che aveva effettuato i lavori. Il pubblico ministero aveva accusato il geologo di danneggiamento aggravato dal «danno considerevole», che può far salire la pena detentiva fino a cinque anni (articolo 144 del Codice penale).

Il più forte dei sismi scatenati aveva, infatti, raggiunto una magnitudo di 3.4, facendo cadere muri e e spaventando gli abitanti. Così, dopo aver stilato un rapporto sui rischi futuri, l’esperimento è stato prima sospeso e successivamente cancellato. Inoltre, la società è stata costretta a pagare nove milioni di franchi svizzeri per i danni causati dalle scosse.

Il lavoro si suddivideva in diverse parti: perforare il terreno, immettere acqua fredda e poi riportarla in superficie. Le potenzialità della ricerca erano enormi. L’acqua surriscaldata dalle rocce sarebbe stata in grado di produrre elettricità per 10.000 famiglie e riscaldare 2.700 case. Purtroppo però, le perforazioni del sottosuolo, profonde almeno tre miglia, hanno generato le scosse sismiche allarmando gli abitanti dell’intera zona vicina all’esperimento.

Markus Haering ha detto di essere rimasto sorpreso dell’intensità dei terremoti, negando però le accuse contro di lui: «Non ho mai voluto provocare intenzionalmente le scosse». Il geologo ha ammesso che la sua squadra non era molto esperta di eventi sismici, pur continuando a sostenere l’importanza della ricerca: «Questi terremoti sono una fonte di conoscenza per tutti».

Ma perché realizzare un simile progetto in una zona densamente popolata e notoriamente soggetta ad attività sismiche? L’imputato ha risposto fornendo tre ragioni: condizioni geologiche favorevoli, una vasta rete di riscaldamento a distanza già esistente e la volontà politica delle autorità locali di promuovere l’energia «verde». Egli ha poi relativizzato il rischio sismico: certo, ha ammesso, è più alto a Basilea rispetto ad altre regioni della Svizzera, ma molto inferiore a quello presente per esempio in Italia o nei Balcani.

La popolazione è stata informata sin dall’inizio dei possibili rischi, ma c’è stato un errore nella  comunicazione, ha ammesso ancora il geologo: i responsabili del progetto si sono accontentati di inviare un comunicato alla stampa, il cui contenuto non è stato preso con la serietà dovuta. Si sarebbe dovuto organizzare una conferenza stampa per spiegare nei dettagli che esisteva un rischio di terremoti e non solo di semplici vibrazioni.

Per sua fortuna è stato assolto da tutte le accuse.

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