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Dissesti e crolli ad Agrigento: si è riunito il tavolo tecnico

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Le problematiche del centro storico di Agrigento, a partire dal dissesto idrogeologico, che interessa il versante nord della collina dove è ubicato il Duomo, dalla presenza diffusa di cavità ipogee nel sottosuolo e dai crolli di fabbricati vetusti in stato di abbandono, come quello del palazzo LoJacono Maraventano, sono le problematiche affrontate dal vertice che si è svolto nei giorni scorsi in assessorato regionale al Territorio.

Entro due settimane verrà realizzato uno studio preliminare per l’individuazione delle aree a rischio: sarà coordinato dal Genio civile, insieme a un quadro delle priorità d’intervento, per finanziare progetti specifici con le risorse già disponibili, e un monitoraggio definitivo sulle situazioni di dissesto.

Nel corso della riunione del tavolo tecnico, si è parlato anche di fondi: il comune ha ricevuto rassicurazioni sulla concretezza del fondo di 2 milioni di euro proveniente dal Por Fers Sicilia 2007/2013 che sarebbe dovuto servire per il consolidamento della via Empedocle, e che verrà invece utilizzato per il centro storico. Questi dovrebbero aggiungersi ai 2 milioni stanziati per Agrigento nell’emendamento alla nuova legge sugli appalti e ai 2 milioni e 300.000 euro che il Ministero all’Ambiente ha stornato dalle spiagge per poter essere utilizzati per gli ipogei.

Per quanto riguarda gli ipogei, è stato messo a punto un programma per una serie di sopralluoghi soprattutto nei cunicoli sotto la Cattedrale e nei quartieri del centro, terminati i quali il Genio preparerà un progetto che, oltre al fondo di 2 milioni e 300.000 euro, dovrebbe poter contare anche su risorse della Regione.

Il monitoraggio della collina su cui sorge la Cattedrale di Agrigento dovrebbe richiedere circa 6 mesi, mentre il lavoro della Protezione civile prosegue per verificare lo stato dei luoghi e approntare eventuali interventi di messa in sicurezza e consolidamento. Intanto si attendono dal Governo risposte circa la richiesta dello stato di calamità che potrebbe consentire di ottenere fondi per 20 milioni di euro.

O.O.

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