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Anomalie su Marte: le dichiarazioni di David Martines

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David Martines è un astrologo dilettante, lui stesso ama definirsi ”astrofisico della poltrona”. Pochi giorni fa ha diffuso un video che ha fatto scaturire l’idea della “base aliena” e ne ha diffuso le coordinate geografiche per la localizzazione (71 49’ 19.73” N  –  29 33’ 06.53” W). Poi Martines ha dichiarato: «A un occhio distratto potrebbe sembrare una semplice protuberanza che interrompe il paesaggio, ma invece si tratta di un edificio artificiale. Rocce o montagne non c’entrano niente».  Poi prosegue: «L’ho scoperta per puro caso navigando su Google Mars, l’ho chiamata Bio-stazione Alpha perché sono sicuro che sia abitata o che lo sia stata in passato».

Ma la risposta dal mondo scientifico non ha tardato ad arrivare. Il geologo planetario Alfred McEwen e altri scienziati hanno dichiarato che quell’oggetto bianco sarebbe un artefatto, una striscia lineare causata dall’interferenza di un raggio cosmico col sensore della camera montata sul satellite.

McEwen dichiara infatti: “I raggi cosmici che passano attraverso il sensore di immagine depositano una enorme quantità di carica elettrica nei pixel che vengono penetrati. Se la particella passa attraverso un angolo più basso rispetto al piano della telecamera è in grado di colpire diversi pixel lungo il suo percorso. Il risultato è una striscia bianca nell’immagine stessa.”

Le coordinate esatte dell’artefatto sono persino sbagliate. L’esplosione di pixel si trova esattamente a 71°49’19.95″N 29°33’7.22″O.

Il software di Google Mars avrebbe quindi “interpretato” quel segmento discontinuo generando l’artefatto scovato da David Martines: un semplice errore nella elaborazione dell’immagine.

A.U.

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