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Processo Eternit: Schmidheiny condannato a 18 anni

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La Corte d’appello di Torino ha condannato a 18 anni di reclusione per disastro doloso Stephan Schmidheiny, imputato nel processo per le morti negli stabilimenti italiani della Eternit. La pena inflitta al manager svizzero, per il quale l’accusa aveva chiesto una condanna a 20 anni, aggiunge due anni ai 16 che gli erano stati comminati dalla sentenza di primo grado. I giudici d’appello, infatti, hanno ritenuto Schmidheiny responsabile non solo per le morti e le malattie legate alle fabbriche della multinazionale dell’amianto di Cavagnolo (Torino) e Casale Monferrato (Alessandria), ma anche per i casi avvenuti negli stabilimenti di Bagnoli (Napoli) e Rubiera (Reggio Emilia), che il primo giudizio aveva invece considerato prescritti.

Il miliardario elvetico era rimasto l’unico imputato nel processo di appello dopo la morte, lo scorso 20 maggio, del barone belga Louis de Cartier, che in primo grado era stato condannato come Schmidheiny a 16 anni di reclusione. Per lui i giudici si sono pronunciati direttamente per l’assoluzione per alcuni degli episodi contestati, mentre per gli altri hanno dichiarato il non luogo a procedere in seguito al suo decesso.

“Siamo andati al di là di ogni aspettativa. “Questa sentenza è un sogno che si avvera, ci dice che non è mai azzardato sognare – ha commentato a caldo Raffaele Guariniello, che ritiene la decisione della Corte d’appello di Torino “un punto di riferimento per tutte le cause di disastro ambientale”. Per il pm che ha coordinato il pool dell’accusa, “siamo andati al di là di ogni aspettativa” ed è stato importante “che sia stato accolto il nostro appello sul fatto che il disastro sia avvenuto anche a Napoli e Rubiera”.

Sul fronte risarcimenti, ammonta a 30,9 milioni di euro la somma che la Corte d’Appello di Torino ha accordato al Comune di Casale Monferrato. Per la Regione Piemonte disposte provvisionali per 20 milioni di euro.

A ciascuna delle 932 persone fisiche – malati o parenti di persone decedute – citate nel documento sono stati destinati 30mila euro. Le somme dovranno essere pagate dall’imputato, Stephan Schmidheiny, e dai responsabili civili Anova, Becon e Amindus, società della galassia Eternit. In totale si tratta di 89 milioni di indennizzi che la Eternit dovrà versare a titolo di provvisionale – vale a dire come acconto sul risarcimento vero e proprio – alle parti civili.

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