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Green economy, le misure in discussione del collegato ambientale

In Senato si discute del pacchetto di misure per la green economy contenute nel collegato ambientale alla Legge di Stabilita' 2015. Vediamo di cosa si tratta

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Approvato dalla Camera dei Deputati, è ora in discussione al Senato della Repubblica un disegno di legge collegato alla Legge di Stabilità 2015 (il cd. ‘collegato ambientale‘), nel quale sono raccolti provvedimenti di vario genere finalizzati allo sviluppo di politiche di prevenzione ambientali a supporto alla green economy, tramite  l’introduzione negli appalti pubblici di criteri che privilegiano le certificazioni ambientali , la valorizzazione delle risorse naturali e il recupero dei materiali, il riordino dei sistemi di governance dei Distretti idrografici l’introduzione fra gli strumenti di Pianificazione dei Contratti di fiume, un sistema di remunerazione dei servizi eco sistemici e ambientali e la possibilità di istituire delle aree territoriali cosiddette oil free zone.

Ecco in sintesi i principali contenuti del collegato ambientale:

Mobilità sostenibile (art. 2-bis)

Vengono stanziati 35 milioni di euro per finanziare progetti di uno o più enti locali riferiti a un ambito territoriale con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, volti a incentivare la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro (ad es. iniziative di car-pooling e bike sharing).

Unificazione e semplificazione Via e Aia, introduzione della Vis (art.6)

Le Commissioni Via e Aia vengono unificate, con l’obiettivo di adottare misure di semplificazione degli adempimenti posti a carico delle imprese, di accelerazione dei tempi necessari per l’emanazione dei procedimenti burocratici. Il numero dei componenti è ridotto ed è prevista una revisione al ribasso dei compensi.

Si introducde la Valutazione di impatto sanitario (Vis), in conformità alle linee guida predisposte dall’Istituto superiore di sanità, per i progetti riguardanti le raffinerie di petrolio greggio, gli impianti di gassificazione e liquefazione, i terminali di rigassificazione di gas naturale liquefatto, nonché le centrali termiche e gli altri impianti di combustione con potenza termica superiore a 300 MW.



“Appalti verdi” nella Pubblica amministrazione (Green public procurement) (art.9)

Le garanzie a corredo dell’offerta nei contratti pubblici venogno ridotte del 30% per gli operatori economici in possesso di registrazione al sistema di ecogestione e audit EMAS o del 20% per quelli con certificazione ambientale ai sensi della norma tecnica UNI EN ISO 14001, nonché per gli operatori in possesso del marchio di qualità ecologica dell’Unione europea Ecolabel, in relazione ai beni o servizi che costituiscano almeno il 50% del valore dei beni e servizi oggetto del contratto stesso.

Si introducono tra i criteri ambientali di valutazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa per i contratti che hanno come oggetto beni o servizi:

a) il possesso di un marchio Ecolabel in relazione ai beni o servizi oggetto del contratto, in misura pari o superiore al 30% del valore delle forniture o delle prestazioni oggetto del contratto stesso;

b) la considerazione dell’intero ciclo di vita dell’opera, del bene o del servizio nel costo di utilizzazione e manutenzione; la compensazione delle emissioni di gas serra associate alle attività dell’azienda.la dotazione del marchio Ecolabel e il costo del ciclo di vita dell’opera, prodotto, o servizio.


Contributi, agevolazioni e finanziamenti in materia ambientale (art. 9-bis)

Nella formulazione delle graduatorie nell’ambito della programmazione dei fondi europei 2014-2020, costituisce titolo preferenziale la registrazione EMAS delle organizzazioni pubbliche e private e la richiesta di contributi per l’ottenimento della certificazione Ecolabel di prodotti e servizi.

Criteri ambientali minimi (Cam) negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi(art. 10)

Si introduce nel codice dei contratti l’articolo 68-bis, che disciplina l’applicazione dei criteri ambientali minimi (Cam) negli appalti pubblici di forniture e negli affidamenti di servizi nell’ambito delle categorie previste dal Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della pubblica amministrazione (PAN-GPP), in particolare nell’acquisto di lampade e di servizi di illuminazione, servizi energetici per gli edifici e attrezzature elettriche ed elettroniche per l’ufficio.

Tale obbligo si applica per almeno il 50% del valore degli appalti anche alle categorie di forniture e di affidamenti e per carta per copia e carta grafica, ristorazione collettiva e derrate alimentari, affidamento del servizio di pulizia e per la fornitura di prodotti per l’igiene, prodotti tessili, arredi per ufficio.

Incentivi per il riciclo e riutilizzo dei materiali  (art.12)

Si introducono incentivi e meccanismi di sostegno al “mercato dei materiali e dei prodotti riciclati”, tramite la stipula di accordi e contratti di programma tra soggetti pubblici e privati, comprese le associazioni di volontariato, le associazioni di categoria, le aziende che si occupano di riciclo e riuso, e le imprese che producono beni derivanti da materiali post consumo riciclati, con priorità per i beni provenienti dalla raccolta differenziata dei rifiuti. Tali accordi e contratti hanno come oggetto l’erogazione di incentivi alle attività imprenditoriali di produzione di beni derivanti da materiali post consumo riciclati e alle attività imprenditoriali di preparazione dei materiali post consumo per il loro riutilizzo. Gli incentivi sono diretti anche ai soggetti economici e ai soggetti pubblici che acquistano prodotti derivanti dai predetti materiali.

Prodotti da fumo e gomme da masticare(art. 14-septies)

Si prevede l’installazione da parte dei comuni, nei luoghi di alta aggregazione sociale, di appositi raccoglitori, l’attuazione di campagne di informazione da parte dei produttori, il divieto, dal 1° luglio 2015, di abbandono, specificamente sanzionato sul piano amministrativo, di mozziconi di prodotti da fumo e di gomme da masticare.

RAEE (art. 14-octies)

I Sistemi di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) dovranno adottare per i pannelli fotovoltaici del comparto domestico e professionale, immessi sul mercato successivamente alla data di entrata in vigore del collegato, un sistema di garanzia finanziaria ed un sistema di geolocalizzazione, al fine di una corretta gestione del loro fine vita.


Misure per incrementare la raccolta differenziata e il riciclaggio  dei rifiuti (art.15)

Si stabilisce la previsione di raggiungere di un tasso di raccolta differenziata pari al 65% alla fine dell’anno 2020, adeguando il dato normativo al dato reale, per evitare che i Comuni incorrano nelle sanzioni correlate al mancato raggiungimento di tali obiettivi negli attuali termini di legge. Attualmente la percentuale media nazionale di raccolta differenziata si attesta sul valore del 39,9% (dato preliminare Fonte Ispra: Rapporto Rifiuti urbani Ed. 2013). I Comuni che raggiungono gli obiettivi prefissi verranno premiati con il pagamento di solo il 20% del tributo regionale rispetto ai rifiuti che si conferiscono in discarica. Per i Comuni che non raggiungono gli obiettivi vengono stabilite delle misure addizionali al tributo. Tutto il gettito, tributo e addizionali, vanno in un fondo che le regioni devono utilizzare per incentivare il mercato del riciclo e quindi della green economy.

Pianificazione impianti di incenerimento  (art.20)

Si attribuisce al Ministero dell’ambiente del compito di individuare la “rete nazionale ed integrata ed adeguata di impianti  di incenerimento dei rifiuti”, in modo da disporre in pochi mesi di un quadro chiaro a livello nazionale degli impianti esistenti, di quelli in fase di realizzazione e del fabbisogno residuo, per non rischiare fenomeni di eccesso di offerta.


Autorità di bacino distrettuale (art.22)

Rispondendo alle richieste degli organismi comunitari preposti alla verifica della corretta attuazione della direttiva quadro 2000/60 in materia di acque, nei distretti idrografici coincidenti con il territorio regionale, le regioni dovranno istituire l’Autorità di bacino distrettuale, a cui sono attribuite anche le competenze regionali previste dalla parte terza del Codice dell’ambiente; il Ministero dell’ambiente assume le funzioni di indirizzo e coordinamento con le altre Autorità di bacino distrettuale.

Si introduce la possibilità di una articolazione territoriale a livello regionale (sub-distretti), attraverso l’utilizzo delle strutture delle soppresse Autorità di bacino regionale e interregionale.

Demolizioni in aree a rischio idrogeologico e interventi di nuova costruzione (art. 23)

Si introduce l’articolo 72-bis del decreto legislativo 152/2006, che prevede un meccanismo per agevolare, anche attraverso la messa a disposizione di risorse finanziarie, la rimozione o la demolizione, da parte dei comuni, di opere ed immobili realizzati nelle aree del Paese classificate a rischio idrogeologico elevato o molto elevato ovvero esposti a rischio idrogeologico, in assenza o in totale difformità del permesso di costruire.

Viene modificata la disciplina relativa agli interventi di nuova costruzione assoggettando al permesso di costruire gli interventi concernenti l’installazione di manufatti leggeri, anche prefabbricati, e di strutture di qualsiasi genere, quali roulotte, camper, case mobili, imbarcazioni, utilizzati come abitazioni, ambienti di lavoro, oppure come depositi, magazzini e simili, e non diretti a soddisfare esigenze meramente temporanee.

Oil free zone (art. 34)

Vengono istituite le “oil free zone”, aree territoriali nelle quali si prevede la progressiva sostituzione del petrolio e dei suoi derivati con energie da fonti rinnovabili.

L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

Riferimenti Editoriali


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Autore:   •   Editore: Ipsoa – Indicitalia   •   Anno:

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