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Delitti ambientali, quali sono le definizioni dei reati del ddl?

Il disegno di legge sui delitti ambientali introduce quattro nuove definizioni di reato, dall'abbandono di materiale radiattivo al disastro

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Il 26 gennaio 2015, le Commissioni Ambiente e Giustizia del Senato della Repubblica hanno concluso l’esame del disegno di legge n. 1345, già approvato circa un anno fa dalla Camera del Deputati, recante “Disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente”. Il disegno di legge introduce nel Codice Penale quattro nuovi reati: inquinamento ambientale, disastro ambientale, traffico e abbandono di materiale radioattivo, impedimento di controlli ambientali. Vediamo di cosa si tratta.

Inquinamento ambientale (art. 452-bis)

Riguarda la condotta di chi, in violazione di disposizioni legislative, regolamentari o amministrative specificamente poste a tutela dell’ambiente e la cui inosservanza costituisce di per sé illecito amministrativo o penale, cagiona una compromissione o un deterioramento rilevante:

1) dello stato del suolo, del sottosuolo, delle acque o dell’aria;

2) dell’ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna selvatica.

è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000.

La pena è aumentata quando l’inquinamento è prodotto in un’area naturale protetta o sottoposta a vincolo paesaggistico, ambientale, storico, artistico, architettonico o archeologico, ovvero in danno di specie animali o vegetali protette.


Disastro ambientale (art. 452-ter)

Costituisce disastro ambientale l’alterazione irreversibile dell’equilibrio dell’ecosistema o l’alterazione la cui eliminazione risulti particolarmente onerosa e conseguibile solo con provvedimenti eccezionali, oppure l’offesa alla pubblica incolumità in ragione della rilevanza oggettiva del fatto per l’estensione della compromissione o per il numero delle persone offese o esposte a pericolo. Chiunque provoca un disastro ambientale è punito con la reclusione da cinque a quindici anni. Anche in questo caso, la pena è aumentata se il reato è commesso in aree naturali protette o sottoposte a vincoli.

Traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (art. 452-quinquies)

La fattispecie comprende la cessione, l’acquisto, la ricezione, il trasporto, l’import-export, il procurare ad altri, la detenzione o il trasferimento di materiale ad alta radioattività; tali condotte sono punite con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 10.000 a euro 50.000. La stessa pena colpisce il detentore che abbandona materiale ad alta radioattività o che se ne disfa illegittimamente.

Impedimento del controllo (art. 452-sexies)

Chi, negando l’accesso, predisponendo ostacoli o mutando artificiosamente lo stato dei luoghi, impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientali, oppure ne compromette gli esiti, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni.

Aggravante delle pene per i nuovi reati è considerata l’associazione finalizzata a commettere uno dei delitti oppure “all’acquisizione della gestione o comunque del controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, di appalti o di servizi pubblici in materia ambientale”.

Una riduzione delle pene è prevista per il “ravvedimento operoso” di chi si adopera per evitare che l’attività delittuosa venga portata a conseguenze ulteriori, oppure aiuta concretamente l’autorità di polizia o l’autorità giudiziaria nella ricostruzione del fatto, nell’individuazione degli autori o nella sottrazione di risorse rilevanti per la commissione dei delitti, o provvede alla messa in sicurezza, alla bonifica e, ove possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.

In caso di condanna, è sempre ordinata la confisca delle cose che costituiscono il prodotto o il profitto del reato o che servirono a commettere il reato oppure dei beni di valore equivalente di cui il condannato abbia anche indirettamente o per interposta persona la disponibilità.

Il condannato è tenuto al recupero e, ove tecnicamente possibile, al ripristino dello stato dei luoghi.

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L’autore


Giorgio Tacconi

Nato a Milano nel 1956, laureato in giurisprudenza, svolge come libero professionista attività di comunicazione, informazione e consulenza tecnico-giuridica in tema di sicurezza negli ambienti di lavoro, tutela dell’ambiente e sostenibilità, responsabilità sociale d’impresa. Ha collaborato come autore di testi, siti e banche dati con Cedis, McGrawHill, Eco-comm, De Agostini, Rcs, Conde Nast, LifeGate, Sistemi Editoriali, Giappichelli.

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Autore:   •   Editore: Ipsoa – Indicitalia   •   Anno:

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