Cave e idroelettrico, Alpi Apuane in pericolo: la protesta del Cai - Geologi.info | Geologi.info

Cave e idroelettrico, Alpi Apuane in pericolo: la protesta del Cai

Cai, Federparchi e Societa' speleologica contro l'emendamento al piano paesaggistico in Toscana che aprirebbe la strada ad attivita' estrattive e idroelettrico

wpid-26421_cavetoscana.jpg
image_pdf

Proprio in concomitanza con la Giornata mondiale dell’acqua (22 marzo 2015), in Toscana si è scatenata una forte mobilitazione in difesa delle Alpi Apuane, che sarebbero ‘messe in pericolo’ dalle attività di estrazione del marmo.

Cai (Club Alpino Italiano), Ssi (Società speleologica italiana) e Federparchi, insieme ad altre associazioni ambientaliste del territorio, si sono schierate contro l’approvazione di un maxiemendamento al Piano Paesaggistico regionale che, se approvato, vedrebbe vanificate le misure introdotte per la tutela delle Alpi Apuane. 

Secondo il coordinamento che guida la protesta, l’attività estrattiva, già molto impattante e con effetti irreversibili, ha avuto un’accelerazione dovuta alla possibilità di riciclare i residui di lavorazione. Peraltro oltre a danneggiare il paesaggio, le cave sarebbero anche colpevoli di inquinare anche i bacini idrici del Parco regionale delle Alpi Apuane, sia di superficie che sotterranei. 

L’attività di pressione delle associazioni, culminate con una manifestazione di piazza lo scorso 7 marzo a Firenze, hanno contribuito a fare in modo che la questione sia passata nelle mani del Governo, nella persona di Dario Franceschini, Ministro dei Beni culturali. Ad oggi il Ministero non ha ancora dato il via libera al nuovo Piano, riservandosi di studiarlo attentamente prima di un’eventuale via libera.

Le associazioni esprimono preoccupazione “per quanto accade in Toscana, dato che le Apuane non stanno venendo considerate per quello che sono: una gigantesca “macchina d’acquedotto” strategica per un vastissimo territorio”. Proprio il tema delle risorse idriche sotterranee sarà al centro deglli appuntamenti speleologici del 2015, ovvero il XXII Congresso Nazionale a Pertosa-Auletta (30 maggio-2 giugno) e l’incontro-raduno nazionale a Narni durante il Ponte dei Morti.

Lo scorso autunno Cai e altre associazioni avevano lanciato un appello per la salvaguardia dei corsi d’acqua dall’eccesso di sfruttamento idroelettrico, in quanto “l’attenzione idroelettrica ai corsi d’acqua di montagna la depriva del bene più prezioso per una produzione energetica quantitativamente decisamente insignificante rispetto ai fabbisogni nazionali”.

“Nonostante le oltre 3.000 centrali idroelettriche già esistenti in Italia”, spiega il Cai, “i pochissimi corsi d’acqua che mantengono condizioni di naturalità elevata sono soggetti a una pressione senza precedenti a causa degli incentivi statali alle rinnovabili”, questo il passaggio fondamentale dell’appello nazionale, che chiede in primis lo stop degli incentivi sul mini-idroelettrico“. 

Con la convenzione d’intesa stipulata tra le tre associazioni, CAI, SSI e Federparchi continuano a monitorare casi come questi. Tra le situazioni geografiche più critiche, secondo il Cai, c’è il Veneto, dove sono state fatte 172 richieste di nuove concessioni di sfruttamento idroelettrico, sospese temporaneamente fino a che non saranno emanate le linee guida sulla VIA dal Governo, anche se la Regione sta continuando ad autorizzare diversi progetti di mini-idroelettrico soprattutto in Provincia di Belluno. C’è attenzione anche al Matese, tra i più importanti acquiferi carsici dell’Italia meridionale, dove la montagna è ‘protetta a metà’, nel solo versante campano. 

Copyright © - Riproduzione riservata
Cave e idroelettrico, Alpi Apuane in pericolo: la protesta del Cai Geologi.info