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Acque di balneazione, il 96,6% e’ a norma

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In Italia le acque balneabili ‘a norma‘ sono in aumento: nel 2012 il 96,6% delle acque di balneazione rispetta i valori obbligatori previsti dalla Direttiva europea 2006/7/CE, un dato in crescita del 4,7% rispetto al 2011. Il tasso di conformità ai valori guida è aumentato dall’83,0% al 86,3%.

E’ quanto emerge dal “Rapporto 2013 sulla qualità delle acque di balneazione” del Ministero della Salute, presentato nelle ore scorse. Un dato positivo, rileva il Ministero, tenendo in particolare conto della pressione antropica che caratterizza le aree di balneazione dell’Italia, in rapporto all’estensione della costa nazionale.

L’Italia, con oltre 5.500 aree di balneazione, è il Paese europeo con il maggior numero di acque, più di un quarto del totale europeo (26,5%). L’analisi del Ministero, effettuata sulla base dei dati forniti dalle Regioni su 5509 punti di balneazione in tutta Italia (di cui 4880 costieri), è definita sulla base delle concentrazioni di Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, come indicato dalla Direttiva 2006/7/CE.

Nello specifico, le acque marine passano da una conformità del 91,9% nel 2011 ad una del 96,6% nel 2012, con un incremento del +4,7% rispetto al 2011, mentre le acque interne raggiungono la percentuale del 91,6%, contro l’85,8% dell’anno scorso (+5,8%).

Sono 61 le acque di balneazione (1,3%) risultate non conformi al valore obbligatorio per gli Escherichia coli rispetto alle 21 nel 2011, che rappresenta un aumento del 0,9%. Solo un’acqua di balneazione è stata chiusa durante tutta la stagione balneare 2012 rispetto alle 133 (2,7%) nel 2011.

In termini di ‘qualità’ delle acque, l’85,1% è stato giudicato ‘eccellente’, il 10,9% ‘buona’ o ‘sufficiente’.

A livello europeo, l’Italia è al di sopra della media per quanto riguarda la qualità delle acque, dietro Cipro e Lussemburgo, che hanno il 100% di punti di balneazione eccellenti, e anche dietro Malta, Croazia, Germania, Grecia e Portogallo.

A livello regionale, Emilia-Romagna e Veneto ottengono il 100% della valutazione “eccellente” in tema di conformità delle acque, mentre i punti di balneazione peggiori sono per le zone costiere quelli dell’Abruzzo (la percentuale di conformità è dell’84.75%) e per le zone interne quelli del Lazio (sono conformi per il 75%).

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