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Morti bianche è strage: 1.280 morti nel 2006

Morti bianche è strage: 1.280 morti nel 2006
Dati Inail: più di tre decessi al giorno e il fenomeno sembrerebbe in crescita

No comment - 16 aprile 2007


Dati Inail: l'anno scorso ci sono stati più di tre decessi al giorno e il fenomeno sembrerebbe in crescita.

ROMA – Più controlli, sorveglianza, rispetto delle leggi esistenti, perchè anche ora ciò che manca non è una normativa ma una maggiore fermezza nel rispetto delle regole esistenti. Dopo il monito del Capo dello Stato arriva oggi quello del Presidente del Consiglio: «più che un decreto legge quello che serve veramente è una maggiore sorveglianza» ha detto Romano Prodi ricordando al Paese che «le tragedie avvengono in violazione della legge, non perchè non ci sia una legge sufficiente». E la violazione di queste regole sta facendo pagare un prezzo esorbitante di vite umane: più di tre morti al giorno, per un totale che nel 2006 è al momento di 1.280 ma che è tragicamente destinato a salire.
Varato il ddl per il riordino della normativa sulla sicurezza, il governo affida ora alla responsabilità di tutti attori in campo il compito di vigilare sul rispetto di tutte quelle norme che servono a salvare la vita e la salute dei lavoratori. Il problema, dice infatti il premier è «avere gli ispettori, la sorveglianza, datori di lavoro consapevoli della responsabilità che hanno». Ma non basta, poichè c'è anche «il fatto che i lavoratori molto spesso non amano usare le norme di sicurezza che sono obbligatorie». Quindi, in conclusione, per Romano Prodi «la legislazione fa la sua parte e la farà, ma ancora più importante è l’amministrazione e la severità nel sorvegliare che la legislazione venga attuata».
Lo chiede anche Confindustria che chiede più controlli per la lotta all’economia sommersa che – dice il direttore generale, Maurizio Beretta – «rappresenta concorrenza sleale per le impresa, è pericolosa per il sistema sociale e sottrae risorse al fisco e alla previdenza».
Anche il ministro del Lavoro batte il tasto sul problema dei controlli e torna a chiedere lo sblocco dei fondi destinati agli ispettori del lavoro. Torna anche ad auspicare una risposta rapida dal Parlamento perchè «il disegno di legge sulla sicurezza del lavoro varato solo venerdì scorso dà le risposte che il Paese chiede e può essere approvato rapidamente perchè su questo tema non ci si può dividere tra maggioranza e opposizione». Fare in fretta, fare di più: i dati sull'andamento degli incidenti sul lavoro infatti confermano un allarme che non si può spigare con la casualità del tragico picco degli incidenti degli ultimi giorni. Gli ultimi dati a disposizione dell’Inail parlano infatti di una recrudescenza delle morti, in controtendenza con un andamento in calo che piano piano si era riusciti ad ottenere negli ultimi cinque anni. Più di tre morti al giorno, già nel 2006, con una stima totale che, per ora, arriva 1.280 ma che gli addetti, in attesa dei dati definitivi, vedono ancora in aumento. Sempre lo scorso anno vi sarebbero stati 1.115 morti nel settore dell’industria e dei servizi, 114 nell’agricoltura e 11 nel settore dei dipendenti statali. Nel solo comparto edile, compreso nel settore industriale, vi sono stati 280 morti. Il numero degli infortuni mortali aumenta per le donne: ne sono rimaste uccise 88 nel 2005 e 103 nel 2006 mentre il numero delle vittime di sesso maschile è rimasto fermo ma è molto più alto (1.177). Da un confronto tra il 2002 e il 2006 emerge poi che cresce, in un periodo più lungo, anche il numero degli extracomunitari che registrano incidenti: dal 2002 sono saliti del 14,2% quelli mortali (anche se registrano un leggero calo nell’ultimo anno: dai 148 del 2005 ai 137 del 2006) e del 25,2% quelli non mortali. E Damiano lancia l'allarme: anche se i dati dell’Inail indicano un calo degli incidenti mortali nel lungo periodo, dai 1.449 nel 2003 e poco meno di 1.300 nel 2006, l’aumento tra il 2005 e il 2006 è stato addirittura dell’11%.

Tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno on the web del 15/4/2007

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