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Montenegro a rischio

Le dighe minacciano una delle più importanti aree umide dell'Europa

Geopress - 21 ottobre 2010

Un paradiso sconosciuto ai più, sul Montenegro, a pochi chilometri dalle coste italiane rischia lo stesso destino riservato ai bacini dell’Amazzonia o del Congo, dove lo sfruttamento delle risorse idriche per la produzione di energia non tiene conto del grande patrimonio di biodiversità e dei servizi economici ad esso legati.

Infatti, sul fiume Moraca saranno costruite quattro dighe per la produzione di energia idroelettrica con il pericolo di degradare irreversibilmente una delle più importanti aree umide dell’Europa orientale. All’indomani dall’apertura della Conferenza ONU sulla Biodiversità in corso a Nagoya (COP 10), il WWF lancia l’allarme.

Se realizzate secondo le linee guida indicate, le dighe danneggeranno non solo l’ecosistema fluviale del Moraca, ma l’intero patrimonio di biodiversità del lago Scutari, il più esteso della penisola balcanica. A rischio di sparizione specie ittiche molto rare e all’orizzonte una riduzione dei proventi dal settore della pesca del 30%, con una perdita di reddito pari a 1,5 miliardi di euro l’anno.

Il Lago Scutari, di cui il fiume Moraca è il principale affluente, è protetto dalla Convenzione di Ramsar ed è al centro di una zona umida, dimora di circa 1.900 specie vegetali e più di 400 specie animali tra mammiferi (tra cui la lontra), pesci, uccelli, rettili e anfibi, molte delle quali endemiche. L’intera area è inoltre uno degli ultimi siti di nidificazione dell’Adriatico di molte specie di uccelli. Questo immenso patrimonio rischia di subire uno squilibrio irreversibile a causa della progettazione in assenza di una seria Valutazione Ambientale Strategica e in violazione di quanto l’Unione europea prescrive in tema di trasparenza e sostenibilità.

di G. G.

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