Siti del circuito Teknoring



  homepage/ No comment / «Lavori pubblici, no al massimo ribasso»

«Lavori pubblici, no al massimo ribasso»

«Lavori pubblici, no al massimo ribasso»
Grisenti critica il decreto Bersani

No comment - 10 ottobre 2006


Grisenti critica il decreto Bersani: «Concerteremo un protocollo con i professionisti

TRENTO - «Senza regole chiare che mirino alla qualità, il decreto Bersani può portare alla “barbarie”, ma questo è proprio quello che la Provincia di Trento intende evitare». Ha tranquillizzato una folta platea l'assessore ai lavori pubblici Silvano Grisenti, intervenuto venerdì al convegno «Professioni tecniche tra etica e libero mercato», organizzato dal Comitato interprofessionale degli Ordini e collegi della Provincia di Trento al Palarotari di Mezzocorona per discutere della riforma delle libere professioni e delle nuove regole introdotte da Bersani quest'estate, in particolare dell'abolizione della tariffa minima.
Due i momenti dell'evento: al mattino un convegno con due sottosegretari del governo e al pomeriggio una tavola rotonda con i presidente degli ordini professionali del Trentino. Il sottosegretario allo Sviluppo economico, Paolo Giaretta, è stato fischiato dai cinquecento presenti in sala che non si sono sentiti sufficientemente rassicurati: «Non nego — ha esordito — che sia mancata la concertazione e che non si tratti di un intervento organico, ma siamo stati costretti ad agire così per evitare di non arrivare mai a una conclusione del dibattito come è stato negli ultimi dieci anni». E ha continuato: «Le tariffe minime esistono solo in Italia e Germania. E nel privato non vengono quasi mai applicate. Perché il pubblico deve pagare di più?». Il sottosegretario ha poi concluso: «Il futuro delle professioni lo deciderà la domanda, non la politica. La riforma degli Ordini non è un nostro pallino, ma un'opportunità per i professionisti».
«Mi dispiace che Giaretta — è stato il commento di Grisenti — non abbia giustificato il provvedimento, lo vedo come un elemento di discontinuità. Ma nella situazione bloccata in cui si trova l'Italia è vero che senza un atto di discontinuità non ci sarebbe stato modo di andare avanti».
I timori dei professionisti, delusi dal sottosegretario, sono stati placati dal presidente della Provincia, Lorenzo Dellai prima, e da Grisenti poi. Il governatore ha aperto i lavori affermando chiaramente: «Il quadro legislativo che regola le libere professioni va aggiornato, ma non dobbiamo correre il rischio che meccanismi giustamente concorrenziali si traducano in una mera corsa al ribasso. La qualità della prestazione deve rimanere centrale». «Per questo — ha assicurato Dellai — studieremo, all'interno del nuovo quadro normativo, metodologie che prevedano il primato e la valorizzazione della qualità» . Nel pomeriggio è stato Grisenti a riprendere la questione: «Il prezzo non sarà l'elemento dirimente dei rapporti tra pubblica amministrazione e professionisti — ha sottolineato l'assessore — .
Lo saranno, nel quadro dell'offerta economicamente vantaggiosa, la qualità della prestazione, i tempi di consegna, le garanzie di serietà professionale».
Al dibattito pomeridiano, moderato dal presidente dell'Ordine dei giornalisti del Trentino Alto Adige, Fabrizio Franchi, hanno preso parte Grisenti, il presidente del Consorzio dei Comuni, Renzo Anderle, i presidenti dell'Ordine dei geologi, Lorenzo Cadrobbi, degli architetti Mario Agostini, dei geometri Graziano Tamanini, degli ingegneri Alberto Salizzoni e degli agronomi e forestali, Giovanni Martinelli.
«Sembra quasi che il Governo voglia penalizzare le libere professioni», è stata la posizione dei professionisti. I timori erano principalmente legati ai rischi legati all'eliminazione delle tariffe minime.
Cadrobbi ha sottolineato: « È indispensabile stabilire regole chiare da parte dei committenti pubblici.
Se così non sarà, si corre il rischio che a definire l'assegnazione di un lavoro sia solo il criterio del massimo ribasso. Abbiamo assistito a una sorta di dicotomia tra le scelte del governo centrale e la posizione della Provincia. Fortunatamente in Trentino non passa la logica del massimo ribasso per professioni molto delicate come le nostre e si preferisce continuare a puntare sulla qualità. Ora daremo il via a una serie di incontri con la pubblica amministrazione per arrivare alla firma di un protocollo d'intesa che regoli il nostro operato».
Il presidente degli architetti, Agostini, difendendo alcuni punti del Bersani, ha aggiunto: «Essere salvaguardati e agire fuori da una logica di mercato non ci aiuta. Dunque, da un punto di vista metodologico, è positivo uscire dalle garanzie dei minimi tariffari. Questo, però, non vuol dire far venire meno il concetto di giusto prezzo. Il problema è che, tolti i paletti tariffari, non è stato definito nessun altro criterio di riferimento» . Il presidente del consorzio dei Comuni, Renzo Anderle, ha sottolineato che «i sistemi protezionistici possono andare bene, ma occorre il senso della misura. I Comuni non cercano il minor prezzo a tutti i costi, sanno valutare la qualità dei prodotti e servizi offerti. Dobbiamo stabilire regole certe di garanzia per amministratori e professionisti».
È stata ben accolta, quindi, la rassicurazione di Grisenti che ha ribadito che in provincia, con il coinvolgimento degli ordini e dei collegi, si rivedrà il protocollo del 2002, tenendo come punto di riferimento la qualità e il rapporto fiduciario con il professionista.

Tratto da: Corriere dell'Alto Adige
TRENTO del 8 Ottobre 2006 a firma di R. C.

sul canale No comment
Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login