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La voce delle montagne per prevenire le frane

Prometeo è l'innovativo sistema sviluppato dal Politecnico di Milano per la prevenzione dei dissesti idrogeologici

geologia - 24 maggio 2010

Un nuovo sistema in grado di prevedere i disastri idrogeologici è stato messo a punto dal Politecnico di Milano nell’ambito del progetto PROMETEO (PROtezione pubblica: MEtodologie e TEcnologie Operative). La tecnica si basa su un monitoraggio delle emissioni microacustiche nelle rocce, attraverso sensori collegati a pannelli fotovoltaici che possono ricevere e mandare informazioni sullo stato della parete su cui sono montati. 

L'infrastruttura, consistente in sensori di monitoraggio classico e sensori di nuova generazione messi a punto nei laboratori del Politecnico, correla le informazioni con lo scopo di definire delle mappe dinamiche di rischio di crollo.

Fino ad oggi, le tecnologie utilizzate consentono una gestione efficace delle prime emergenze in caso di disastri idrogeologici, ma non riescono a prevedere gli eventi naturali. "Il crollo delle pareti rocciose è un fenomeno di difficile predizione. Le soluzioni satellitari non possono essere impiegate mentre le soluzioni tradizionali che valutano, ad esempio, l'allargamento delle fratture esistenti, non riescono a spiegare i meccanismi fenomenologici che portano al distacco della roccia vanificando l'efficacia dell'azione predittiva", spiega il professore Cesare Alippi del progetto Prometeo del Politecnico. 

Un sistema di monitoraggio a parete è stato allestito presso il Monte San Martino (Lecco), luogo nel quale è avvenuta una storica frana che ha causato diverse vittime e danni ingenti. Attraverso un collegamento ponte radio ad una centrale operativa, realizzata presso il Polo Regionale di Lecco del Politecnico di Milano, sarà infatti possibile acquisire ed elaborare dati preziosi per la valutazione della criticità della parete rocciosa, mantenendo un monitoraggio costante nel tempo. 

L’utilizzo di sensori tradizionali (estensimetri, inclinometri, sensori termici, geofoni) abbinato all'introduzione di sensori innovativi, studiati dal Politecnico e basati su tecnologia MEMS, permette di registrare eventuali microfratture nella struttura cristallina della roccia. L’elaborazione dei dati consente di ottenere indicazioni sulle soglie d’allarme della frana, fornendo informazioni complete e aggiornate a disposizione degli esperti e responsabili operativi. Grazie alla raccolta dati è inoltre possibile effettuare simulazioni per la gestione dell’emergenza, e i responsabili operativi avranno la possibilità di pianificare gli interventi nelle migliori condizioni possibili. 

Prometeo è il frutto di una collaborazione tra ricercatori di diversi campi: informatico, elettronico, geologico, geofisico e topografico. Il progetto mira allo sviluppo di metodologie innovative per risolvere le problematiche della Protezione Civile e della Sicurezza Personale e Nazionale, e punta a ridurre i danni e i rischi. 

sul canale geologia
25 maggio 2010 alle 14:30:23

Il monitoraggio dei siti a rischio frane è importante,ma bisogna mettere in sicurezza i siti con maggior rischio. Posso presentare un nuovo sistema brevettato che si può impiegare allo scopo in modo semplice ed economico. Prego contattarmi mer maggiori chiarimenti in merito.
Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

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