Due recenti studi sui cambiamenti climatici hanno rivelato i possibili prossimi scenari sul nostro Pianeta. Relativamente prossimi, visto che le “previsioni” giungono fino al 2100.
Dal Jet Propulsion Laboratory della Nasa, ad esempio, arriva una ricerca pubblicata dalla rivista Climatic Change, secondo cui l’aspetto della Terra cambierà radicalmente e il 40% dei suoi ecosistemi saranno riconvertiti. La vegetazione di una foresta sarà mutata in tundra e quella di una prateria si trasformerà in deserto, per effetto delle rivoluzioni climatiche. Analizzando le piante che riescono ad adattarsi a tutti i climi, gli studiosi hanno elaborato un modello e lo hanno messo a confronto con le proiezioni dell’Ipcc sulle variazioni di temperatura e piovosità previste nei decenni a venire. Ne è risultata una mappa delle aree sensibili del pianeta: l’emisfero nord sarà sottoposto ai cambiamenti più radicali e il 40% degli ecosistemi esistenti sulla Terra saranno rivoluzionati.
Il secondo studio, eseguito invece alla Mid Sweden University e pubblicato su Landscape, ha rilevato in alcuni siti di montagna in Svezia dei fossili di betulle e pini datati ben 4.400 anni fa, conservatisi grazie a ghiacciai ormai sciolti. Lisa Oberg, la ricercatrice che ha condotto lo studio, spiega che non è da escludere che la condizione dell’epoca possa ripetersi, le temperature erano, infatti, di 3,5 gradi più alte.
C.C.