Il Parco naturale di San Rossore, sulla costa di San Giuliano Terme, aveva accolto i suoi 18 metri per 35 tonnellate di peso. E' stata battezzata la Regina del mare e, dopo un'operazione durata 20 ore, è tornata nel suo mare a riposare negli abissi dell'oceano. Il cetaceo è stato appoggiato su un fondale di 50 metri a circa 10 miglia dalla costa rispetto al punto di spiaggiamento, al termine di un'operazione sperimentale per tutto il Mediterraneo. Dopo vari tentativi andati a vuoto, a causa della presenza di aria e gas, l'intervento, coordinato dal professor Stefano Dominici, ha avuto buon esito grazie ai nuovi pesi in cemento che sono scivolati fino alla coda dell'animale, trascinando definitivamente la sua carcassa sul fondo. Sono stati utilizzati blocchi cilindrici con gancio del tipo usato per la sicurezza stradale - hanno informato dall'Osservatorio toscano dei cetacei - che sul fondo del mare non creano problemi di degrado. Il punto di affondamento è segnalato con una boa e la Guardia Costiera è incaricata di segnalarne la presenza in mare per evitare intralci alla pesca e ad altre attività.
All'operazione, sostenuta economicamente dal comune di San Giuliano Terme, hanno collaborato l'Osservatorio toscano dei cetacei e l'Arpat in sinergia con il Parco di San Rossore e Migliarino.
Ora inizia un'altra importantissima fase: quella di studio e ricerca, che sarà portata avanti dai tecnici della Sezione di Geologia e Paleontologia del Museo di Storia Naturale di Firenze.
Nel giro di due anni, gli organismi spazzini provvederanno a ripulire l’animale fino a che resterà solo lo scheletro. A quel punto sarà recuperato e messo in un museo. Il primo sopralluogo, che sarà effettuato con un robot subacqueo, avverrà entro due mesi ma lo studio sarà costante in quanto ha come obiettivo quello di osservare la maggiore concentrazione di biodiversità di tutti gli ecosistemi presenti nel fondale marino che la presenza della carcassa di balena dovrebbe garantire.
Fabrizio Serena, il responsabile Area Mare di Arpat rivendica il primato dell’ operazione e afferma:“L’affondamento è un’opportunità, intanto permette di risolvere un problema di carattere economico che il piccolo Comune di San Giuliano non era in grado di affrontare, inoltre è un esperimento unico, un animale così grosso non è mai stato affondato, gli americani e gli inglesi lo hanno fatto ma con mammiferi più piccoli”.
Una storia che entra nei libri di scienza, ma soprattutto. una storia avvolta da un velo di romanticismo che rimarrà nei ricordi di tutti.