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Iniziano in Antartide le trivellazioni del più grande lago subglaciale

Entra nel vivo la missione che scoprirà i segreti dell'ecosistema intatto da almeno 30 milioni di anni

geologia - 26 febbraio 2010

L'Antartide è ancora un mondo sconosciuto che continua a riservare scoperte: sotto i suoi ghiacci microorganismi e altre forme viventi mai viste nascosti al resto del pianeta da almeno 30 milioni di anni. E nel cuore di questa terra si nasconde il più grande lago subglaciale: Vostok.

Si tratta di un'immensa distesa di acqua dolce sotterranea, che ricopre un'area di 14 mila km quadrati, a quasi 3600 metri sotto le nevi del Polo Sud, sepolta dalle montagne di ghiaccio che si sono accumulate nel corso del tempo con lunghi inverni in cui la temperatura scende oltre i 60 sotto zero (punta record -82)  e brevi estati in cui la colonnina del termometro non sale comunque mai sopra ai -30. La sua acqua dolce è rimasta allo stato liquido grazie alla pressione del ghiaccio che la sovrasta e che mantiene la sua temperatura sempre nei dintorni dello zero.

La stazione russa di Vostok, posta in prossimità del lago con l'obiettivo di raggiungere e studiare le acque incontaminate, è finalmente a un passo dal compiere la sua missione. "Entro fine anno - afferma via telefono satellitare il capo delegazione Valerij Lukin - riusciremo a prelevare i primi campioni e daremo il via all'esplorazione più dettagliata". Le tecnologie sviluppate in anni di ricerca con altri esperti americani e britannici consentirebbero, infatti, di mantenere le acque di Vostok sterili senza turbarne l'equilibrio naturale.

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Il Lago, scoperto nel 1974, è stato studiato e misurato soltanto nel 1996 grazie a tecniche di indagine radar e all'analisi di dati sismici, che hanno rivelato le sue dimensioni e hanno permesso di riconoscerlo come il lago più esteso dei 70 scoperti finora nella regione orientale dell'Antartide, ma soprattutto come il depositario del cuore di ghiaccio più profondo del pianeta. Fino ad oggi è stato ritenuto irraggiungibile. Le trivelle russe hanno per la verità scavato a lungo nel cuore di ghiaccio del pianeta fino a raggiungere nel 2008 una profondità di 3677 metri.

A quel punto si sono accorti che il lago era ancora troppo più profondo e che la conformazione del ghiaccio che lo ricopriva non avrebbe garantito le condizioni di sterilità necessarie. Hanno dunque ricominciato da un'altra postazione e hanno scavato nuovamente, fermandosi pochi mesi fa alla profondità di 3650 metri. Tutti gli strumenti e i rilievi eseguiti confermano che tra le trivelle e le acque nascoste c'è ormai solamente una crosta di ghiaccio di non più di cento metri.

Adesso comincia la parte più delicata ed interessante. Bisognerà collocare gli strumenti e lavorare di fino per ultimare la trivellazione senza far crollare il “coperchio” che custodisce il lago di Vostok. E bisogna fare in fretta perché le temperature resteranno accettabili (circa -40) solo per poche settimane.

Scoprire organismi nel lago Vostok sarebbe un fatto significativo anche per l'esobiologia, perché rappresenterebbe un indizio attendibile che la vita può svilupparsi in climi molto rigidi all'interno del sistema solare.

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