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In un blocco di pietra ritrovato il coccodrillo più antico del mondo

Era in un museo ma nessuno sapeva che risaliva a 165 mln di anni fa

varie - 25 novembre 2010

Sono stati scoperti in Italia i resti del più antico coccodrillo del mondo. È vissuto circa 165 milioni di anni fa lungo la costa nord-africana. Il teschio fossile ci è giunto intrappolato in un blocco di pietra, del tipo di cui sono pavimentati i portici di Bologna. È qui che l’hanno trovato due scienziati poco più che trentenni dell’Università di Bologna.

La storia del ritrovamento - riferisce l’ateneo bolognese in una nota - è piuttosto travagliata. Nel 1955 la testa del nostro coccodrillo finisce dentro un blocco di roccia, destinato ai lavori di costruzione di un cavalcavia ed estratto da una qualche cava nei pressi di Sant’Ambrogio Veronese, ad est del Lago di Garda. Si tratta di rosso ammonitico veronese, un calcare molto comune nell’edilizia.

Il marmista di Portomaggiore (Ferrara) che se lo ritrova in mano, inizia ad affettarlo, ricavandone lastre larghe due metri circa e spesse alcuni centimetri. Si accorge che quattro di queste contengono resti fossili diversi dalle solite ammoniti che alla pietra danno il nome. Coscienziosamente decide di rivolgersi a degli esperti. Contatta sia quelli di Ferrara, sia quelli di Bologna. Troppo coscienzioso: ne scaturirà una contesa, che finirà a carte bollate con tanto di sequestro delle lastre "incriminate" per ordine del giudice. Dopo qualche tempo la salomonica soluzione. Due lastre vanno al Museo di storia naturale di Ferrara.

Le altre due al Museo geologico Capellini dell’Università di Bologna. Qui vengono esposte a partire dagli anni ’60. La targhetta in basso recita "Metriorhynchus", vale a dire pressappoco "antico coccodrillo marino ormai estinto", e anche la datazione è molto approssimativa. È qui che lo notano i due giovani studiosi. “Un giorno di due anni fa ero con Andrea davanti alle due lastre - è ancora Fanti che racconta - e ci siamo detti: ma perché non cerchiamo di capire qualcosa di più di questa bestia?” Di cosa si trattava con esattezza? In quale periodo era vissuta? I due si mettono al lavoro.

Fanti, che è un geologo prestato alla paleontologia, comincia ad analizzare composizione chimica e datazione della pietra. Andrea, che invece è un esperto di anatomia, si dedica allo studio delle ossa fossili. È così che si accorgono che il "coccodrillo di Portomaggiore", come veniva informalmente indicato, è molto più vecchio di quanto inizialmente ritenuto: circa 10 milioni di anni in più. Questo ne fa il più antico mai scoperto sull’intero pianeta, e il primo trovato non solo in Italia, ma lungo la costa nord dell’antico e smisurato continente australe del Gondwana che univa in un unico blocco Africa, America del Sud, Antartide, Australia e India.

Lo scheletro inoltre si distingue chiaramente dagli altri finora recuperati per i due zigomi pronunciati. Le caratteristiche del Neptunidraco ammoniticus - come il coccodrillo è stato ribattezzato dai due studiosi alla luce dei nuovi elementi - suggerisce, sostiene lo studio, che i coccodrilli marini siano ancora più antichi di quanto finora ipotizzato e ben più diversificati di quanto fin qui emerso dai loro resti. La speranza, quindi, è che ne saltino fuori altri; dal sottosuolo o addirittura da cave o cantieri.

G.G.

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