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In Italia molti parchi nazionali ma pochi geologi impiegati

Le dichiarazioni del tesoriere del Consiglio Nazionale dei Geologi, Giovanni Calcagnì

ambiente - 31 maggio 2011

“L’Italia ha 24 parchi nazionali con un totale di oltre 16000 Kmq di superficie a parco – ha ricordato Calcagnì -  una superficie circa pari a quella dell’intera Puglia. Oltre ad essi vi sono 147 parchi regionali, 30 aree marine protette, ed inoltre riserve statali, riserve regionali, zone umide . La maggior parte di tali aree hanno fortissima valenza e significatività geologica e sicura propensione geoturistica. Di contro però, al di la della retorica, purtroppo oggi assistiamo ancora a scarso utilizzo dei geologi nell’ ambito dei parchi naturalistici e del geoturismo, della valorizzazione e della tutela della geodiversità. Scarso utilizzo sia in termini di numero di addetti che di funzioni svolte”. Questa la dichiarazione del Consiglio Nazionale dei Geologi , Giovanni Calcagnì intervenendo alla due giorni promossa dall’Ente Parco Nazionale del Cilento e Valle di Diano.

Ma le bellezze naturali italiane non sono finite qui: sette geoparchi in Italia su 43 europei ed i 78 mondiali e ancora numerosi altri territori interessati ad intraprendere il percorso di riconoscimento internazionale, sempre sotto l’egida dell’UNESCO, quali il Parco delle Apuane (Toscana), il Parco Regionale dell’Etna (Sicilia), il Parco Regionale delle Alpi Marittime (Piemonte), il Parco Fluviale Regionale dell’Alcantara (Sicilia), il Geoparco dell’Insubria (Ticino – Svizzera).

Il concetto di valorizzazione, è opinione del CNG, è molto ampio, ma sicuramente essa è strettamente connessa alla fruizione culturale, didattica e turistica, da gestire intelligentemente e in modo professionale. In tale visione è indubbio il molteplice ruolo che i geologi devono essere chiamati ad assumere.

“Si potrebbe pensare di studiare insieme: Consiglio Nazionale dei Geologi, Ordini Regionali  e Forum dei Geoparchi, degli idonei protocolli d’intesa con i quali disciplinare un originale e nuovo rapporto di sinergia tra tali enti e i geologi professionisti, rapporto che potrebbe essere “occasionale” o anche “ricorrente” ma sempre basato su elenchi di geologi disponibili, appositamente preparati/aggiornati, con percorsi di aggiornamento da costruire insieme, possibilmente con il concorso dell’Università, da svolgersi nelle sedi dei geoparchi stessi." ha proposto Calcagnì.

“Potenzialmente i geologi – ha concluso Giovanni Calcagnì -  nell’ambito delle attività del parco, hanno straordinarie occasioni di applicazione e valorizzazione del loro ruolo. Pensiamo alla individuazione, catalogazione e illustrazione dei singoli geositi; alla progettazione e strutturazione di musei geologici tematici o generalisti, indoor o outdor;  alle attività didattiche e laboratoriali di supporto agli studenti di ogni ordine e grado; alle più particolari funzioni di guide naturalistiche; alla progettazione ed al disegno di interessanti percorsi geo-naturalistici per escursionisti; a quant’altro di utile e corretto che  la creativa fantasia dei geologi può partorire”.

A.U.

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