Analizzando antichi sedimenti marini e vulcanici estratti nei pressi del sito archeologico di Ercolano, i ricercatori dell'Osservatorio Vesuviano di Napoli hanno scoperto che il Vesuvio si è alzato di 80 metri negli ultimi 20.000 anni, pari a circa 4 millimetri all'anno.
Segni di sollevamento erano già stati osservati presso gli scavi di Pompei, mostrando un sollevamento di circa 30 metri negli ultimi 10-12.000 anni, così come alla foce del fiume Sarno, dove si è notato un innalzamento di 75 metri. Il fatto che potesse trattarsi di fenomeni locali e intermittenti non convinceva i geofisici dell’Osservatorio che hanno così deciso di passare sotto esame anche ai depositi che circondano il sito archeologico di Ercolano, con l’obiettivo di rispondere a una domanda: il Vesuvio si è deformato con continuità nel tempo?
Come riferisce il quotidiano Il Mattino, la parte di terreno analizzata ha mostrato un alternarsi di periodi turbolenti (pomici, tufi, e altri depositi eruttivi) e di quiete (sedimentazioni marine e costiere) e, grazie alle analisi petrografiche e chimiche, i ricercatori sono potuti arrivare alla conclusione di un innalzamento dell'intero vulcano avvenuto nell'arco di 20.000 anni.
Il fenomeno, dovuto alla pressione dei gas e dei magmi che si accumulano a circa 20 chilometri di profondità, continua fino al momento in cui la pressione riesce a sfogarsi verso l'esterno attraverso le eruzioni. A partire da circa 10.000 anni fa il fenomeno è infatti cessato, e il monte non cresce più.
O.O.