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Il primo vulcano sottomarino mappato in alta risoluzione

Gli scienziati del Monterey Bay hanno impiegato un robot rivoluzionario per tracciare il flusso di lava dell'Axial Seamount

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Pubblicato sul Canale geologia il 02 luglio 2012

È stata messa a punto la più dettagliata mappa dell'eruzione lavica di un vulcano sottomarino. A realizzarla, i ricercatori del Monterey Bay Aquarium Research Institute (Mbari), che hanno pubblicato sulla rivista Nature Geoscience i risultati di un complesso lavoro di analisi relativo all'eruzione di Aprile 2011 dell'Axial Seamount, posizionato a 480 km a ovest della costa occidentale degli Stati Uniti.

Sono più di trent'anni che gli scienziati studiano l'Axial Seamount, impiegando sommergibili, sensori di pressione e sismografi. Tra il 2006 e il 2009, i ricercatori del Mbari hanno impiegato un rivoluzionario sommergibile robot (D. Allan B) per mappare le fuoriuscite laviche, relative all'ultima eruzione di aprile 2011, a una risoluzione orizzontale di circa un metro. Il robot è un veicolo autonomo sottomarino (Auv) programmato in superficie e poi in grado di “volare” fino a 50 metri sul fondo, analizzando il fondale tramite onde sonore e raccogliendo l'incredibile quantità di circa 100 gb di dati in pochi minuti.

Tra le scoperte permesse dalla mappatura, gli studiosi hanno rilevato che l'eruzione del 2011 è passata attraverso le stesse fenditure dell'ultima eruzione precedente, datata 1998. Poiché la lava era piuttosto fluida, non si è solidificata in prossimità di queste aperture, ma è colata rapidamente lungo il fondale, andando a diventare più spessa (fino a 17 metri) nell'area più lontana dalle bocche, contrassegnate in arancione nella mappa.

Come spiega il geologo leader della missione David Clague, senza il periodo di analisi svolto tra 2006 e 2009 sarebbe stato impossibile ottenere dati tanto precisi sull'ultima eruzione. “Man mano che la mappatura ad alta risoluzione di aree vulcaniche ancora attive sarà estesa – conclude Plague – modalità di studio simili a questa diventeranno componenti importanti della vulcanologia sottomarina”.

V.R.


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