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Il laser infrarosso svela l'eta' di un reperto

L'esperimento che ha messo a punto il nuovo metodo e' stato realizzato presso l'Ino-Cnr di Firenze

varie - 04 gennaio 2012

Uno dei metodi più diffusi per stabilire l’età dei reperti archeologici di origine organica, come legno, carta, ossa, tessuti, si basa sugli spettrometri di massa, che permettono il calcolo della quantità residua di carbonio 14 (14C) o radiocarbonio. Si tratta, però, di apparecchiature costose e imponenti, disponibili solo nei più grandi e attrezzati laboratori di fisica nucleare.

Dall’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ino-Cnr) di Firenze giunge un’alternativa vantaggiosa e pratica, grazie alla strumentazione basata sulla luce laser infrarossa.

Il radiocarbonio, come il normale carbonio, entra a far parte degli organismi viventi attraverso la respirazione e l’alimentazione, ma essendo radioattivo dopo un certo tempo sparisce, trasformandosi in azoto. Poiché con la morte se ne interrompe l’assunzione, da quel momento la sua quantità nell’organismo diminuisce progressivamente, rendendolo un eccellente ‘orologio’ per misurare l’età di reperti contenenti materiali di origine biologica.

“Nell’analisi con spettrometri di massa, ciascun atomo di carbonio deve essere ‘estratto’ dalla molecola di anidride carbonica che lo contiene e che viene prodotta con la combustione dei reperti. Poiché in natura solo una molecola ogni mille miliardi contiene radiocarbonio invece di carbonio ‘normale’, è però necessaria una grande sensibilità per misurarne la quantità” spiega Paolo De Natale, direttore dell’Ino-Cnr. “Con la nuova tecnica, invece, è possibile misurare direttamente il numero di molecole che contengono l’atomo di radiocarbonio. Il sistema proposto occupa inoltre uno spazio di quasi 100 volte inferiore ed è più economico di almeno 10 volte rispetto agli apparecchi finora utilizzati”.

Grazie ad una tecnica spettroscopica ad altissima sensibilità, denominata Scar (saturated-absorption cavity ring-down) e pubblicata su Physical Review Letters dal team un anno fa, la nuova metodologia si è dimostrata attendibile. Per raggiungere una tale sensibilità, i ricercatori hanno utilizzato luce laser infrarossa, invisibile all’occhio umano ma assorbita con particolare facilità dalle molecole.

L'esperimento è stato realizzato dal gruppo di ricerca Ino-Cnr presso lo European Laboratory for Nonlinear Spectroscopy (Lens) di Sesto Fiorentino.

“La radiazione infrarossa viene riflessa tra due specchi tra i quali è contenuto il gas da analizzare. In questo modo la luce attraversa migliaia di volte le stesse molecole di anidride carbonica da misurare, che equivale a moltiplicare per migliaia di volte la quantità di molecole disponibili e ad aumentare così la ‘sensibilità’ di misura”, conclude il primo autore, Iacopo Galli.

C.C.

 

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