Alle condizioni di temperatura e pressione presenti nelle profondità della terra si possono formare lunghi idrocarburi a partire da quello più semplice, il metano.
Gli idrocarburi possono avere un'origine puramente abiotica in particolari condizioni geologiche nella crosta o nel mantello, come nelle rift o nelle zone di subduzione. È la conclusione alla quale sono giunti alcuni ricercatori statunitensi che hanno elaborato una nuova simulazione al computer.
Utilizzando il cluster di computer dell'Università della California a Berkeley, denominato Mako, e i computer del Lawrence Livermore National Laboratory, è stato simulato il comportamento di atomi di carbonio e idrogeno alle condizioni di pressione e temperatura presenti tra 64 e 150 chilometri di profondità sotto la superficie terrestre.
Si è così scoperto che gli idrocarburi con diversi atomi di carbonio si formano dal metano a temperature superiori a 1.500 gradi Kelvin e pressioni di 50.000 atmosfere, condizioni che vengono raggiunte a circa 110 chilometri dalla superficie.
Le molecole di idrocarburi sono i principali costituenti del petrolio e del gas naturale e la determinazione delle loro proprietà termochimiche è importante per comprendere le riserve di carbonio e i suoi cicli sulla Terra.
Secondo le conoscenze di geologia e geochimica, quasi tutti gli idrocarburi si sono formati per decomposizione dei resti di organismi viventi sepolti sotto strati di sedimenti nella crosta terrestre, una zona che si estende per 16 chilometri al di sotto della superficie terrestre. Ma la nuova simulazione ha mostrato che le molecole di metano possono combinarsi per formare molecole di idrocarburi più grandi. Ora resta da scoprire se tale processo si verifichi effettivamente nelle condizioni reali del mantello.
O.O.