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I geologi in audizione alla Camera sul terremoto in Emilia Romagna

Graziano: "La certificazione sismica dovra' contenere il certificato di idoneita' geosismica locale"

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Pubblicato sul Canale geologia il 25 giugno 2012

Gian Vito Graziano, presidente del Consiglio nazionale dei geologi, Paolo Spagna, presidente dell’Ordine dei geologi del Veneto, Maurizio Zaghini, presidente dell’Ordine dei geologi dell’Emilia Romagna, e Lamberto Griffini, presidente dell’Ordine dei geologi della Lombardia, sono stati accolti in audizione alla Camera dei Deputati presso l’VIII Commissione Ambiente Territorio Lavori Pubblici mercoledì scorso.

Al centro dell’incontro, l’esame del disegno di legge riguardante gli interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici che hanno interessato i territori di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo.

“Il Consiglio nazionale dei geologi – ha affermato Gian Vito Graziano - ha sottolineato che la normativa vigente (Dm 14.1.2008) già prevede le procedure di analisi e di verifica per gli edifici danneggiati dal sisma, così come prevede gli studi, le indagini e le verifiche che accompagnano la progettazione e la realizzazione di opere in zona sismica. Ma in quelle zone questa normativa è cogente soltanto da luglio 2009 e pertanto le costruzioni realizzate prima di tale data potrebbero non rispondere ai criteri di sicurezza imposti delle nuove Norme tecniche per le costruzioni. Risulta quindi indispensabile, ai fini della sicurezza e della incolumità pubblica, procedere a una loro verifica che non sia soltanto strutturale, ma sia anche estesa allo studio delle amplificazioni sismiche locali e ai possibili effetti cosismici”.

Inoltre “sulla base delle criticità rilevate sul campo durante l’emergenza – ha proseguito Graziano – abbiamo ritenuto opportuno precisare che sarà indispensabile che tutti i Comuni interessati dagli eventi sismici provvedano a verificare, ed eventualmente a correggere, i propri strumenti di pianificazione urbanistica, controllando in particolare la rispondenza delle previsioni in essi contenuti con il quadro dei fenomeni sismici e cosismici verificatisi nel proprio territorio”.

I geologi ritengono inoltre parimenti indispensabile che i Comuni e le Province che non si fossero ancora attivati realizzino in breve tempo la microzonazione sismica del proprio territorio. Secondo i geologi, se i risultati degli studi di microzonazione lo consentono, si devono prediligere gli interventi di ricostruzione degli immobili danneggiati adottando tecniche costruttive adeguate alla risposta sismica locale, riducendo di conseguenza il consumo di suolo legato alle ricostruzioni in altre aree. “Se questo non fosse possibile – ha continuato Graziano - occorrerà estendere gli studi di microzonazione alle nuove aree individuate per la ricostruzione, per definirne la pericolosità geologica e quindi la compatibilità”.

I geologi sono stati chiari anche su un altro aspetto di fondamentale rilevanza ai fini della sicurezza: “Abbiamo sottolineato la necessità – ha detto il presidente del Cng – che i certificati di agibilità sismica, sia provvisori che definitivi, previsti all’articolo 3 del decreto legge per consentire la ripresa e la prosecuzione delle attività, siano accompagnati obbligatoriamente da una certificazione di agibilità geosismica locale. I fenomeni di liquefazione dei terreni verificatisi in Emilia Romagna hanno messo in evidenza come l’approccio al problema non possa essere limitato alle strutture in elevazione, ma debba essere integrale”.

O.O.


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