Siti del circuito Teknoring



  homepage/ Community news / I geologi denunciano: in 10 anni non è cambiato nulla

I geologi denunciano: in 10 anni non è cambiato nulla

La politica dell'emergenza e delle azioni tampone del “dopo catastrofe” non ripagano, bisogna fare prevenzione

Community news - 22 febbraio 2010

“Da Sarno a Messina in 10 anni nel nostro Paese non è cambiato nulla. Il 26 Febbraio riproporremo provocatoriamente lo stesso documento presentato il 26 novembre del 2009 a Scaletta Zanclea nel corso della conferenza stampa congiunta dei presidenti degli ordini regionali dei geologi”. L’ha dichiarato il Presidente dell'Ordine dei Geologi della Liguria, Giuliano Antonielli. E venerdì 26 Febbraio 2010, i Presidenti saranno in conferenza stampa congiunta ma questa volta in Liguria.”Anche il territorio ligure è fragile - ha proseguito Antonielli - con frane che interessano periodicamente tutte e quattro le province.

Nel dicembre del 2009 l'esondazione del fiume Magra ha messo a dura prova il territorio con importanti danni economici alle attività di cantieristica navale”. Antonielli è determinato nel sottolineare che “la Liguria è come la Calabria e la Sicilia”. Il presidente ligure ritorna su un concetto molto chiaro: “fare prevenzione. Solo attraverso una profonda conoscenza del territorio e la prevenzione è possibile evitare catastrofi. È essenziale conoscere per poter programmare e progettare”. L'evento di Venerdì 26 Febbraio, voluto fortemente da tutti gli ordini regionali ed organizzato dall'Ordine dei Geologi della Liguria, è di estrema importanza. Da Sarno a Messina, 10 anni di frane e dissesti, passando per la stretta attualità. “Intanto in Calabria, in questi ultimi giorni, sono state centinaia le frane - ha affermato Arcangelo Francesco Violo, Presidente dell'Ordine dei Geologi della Calabria - che hanno causato interruzioni di strade ma soprattutto tanta preoccupazione.

C'è una situazione emergenziale nella nostra regione. La Calabria è una regione giovane dal punto di vista geologico e dunque predisposta a tali problematiche ed è tra le regioni d'Europa a maggiore rischio di dissesto e sismico. Il 100% dei comuni calabresi è a rischio”. Violo ha ricordato che già “nel 2008 - 2009 si è verificata una situazione simile a quella attuale - ha proseguito il presidente calabrese - che vide purtroppo anche la presenza di morti. A seguito di tali eventi la Regione ha destinato una quota importante dei fondi strutturali comunitari all’attuazione di un Piano di difesa del suolo in Calabria, circa 850 MLN di euro, contestualmente però si registrano ritardi nell’attivazione delle procedure.” Per Violo “è auspicabile che venga effettuata una programmazione di breve termine con interventi mirati alla messa in sicurezza delle infrastrutture e strutture danneggiate ed una programmazione di interventi strutturali di medio termine, attraverso meccanismi tecnico-scientifici univoci per definire le priorità degli interventi nelle aree a maggior rischio.

Tale programmazione potrà essere efficace solo facendo ricorso alle conoscenze del territorio che sono patrimonio, soprattutto, dei professionisti geologi mediante, anche, la costituzione di presidi tecnici permanenti per la sorveglianza e la manutenzione del territorio”. Duro il Presidente dell'Ordine dei Geologi della Campania, Francesco Russo. “La sicurezza del costruito - ha affermato Russo - delle infrastrutture e dei cittadini, deve necessariamente passare attraverso azioni coordinate e programmate capaci di affrontare le emergenze. Le cause di tali eventi note a tutti sono molteplici: concentrazione della pioggia in tempi brevi, l'oramai verificata insufficienza ed inadeguatezza del sistema infrastrutturale di smaltimento delle acque, cavità non censite, abusivismo edilizio.

Questi gli elementi che contribuiscono puntualmente agli eventi catastrofici come quelli di Sarno, di Ischia, non ultima quelli della Sicilia e Calabria. Si continua nella politica dei tagli ai fondi destinati alla difesa suolo, senza attuare una politica di prevenzione. La politica dell’emergenza e delle azioni tampone del dopo catastrofi non ripaga , mentre ripaga la prevenzione unico strumento per la messa in sicurezza del territorio. Ancora una volta i geologi campani a gran voce dicono: basta!”

sul canale Community news
18 marzo 2010 alle 22:18:27

Per quanto riguarda la prevenzione dei dissesti idrogeologici,se esisteva l'attenuante,per i mancati interventi,della mancanza dei fondi,ora che esiste un nuovo sistema di messa in sicurezza particolarmente economico,nessuno potrà scusarsi di non aver provveduto. Posso essere più preciso al riguardo,con che ne sia interessato.
Genova - aldocannavo@fastwebmail.it

24 febbraio 2010 alle 11:50:34

Ritengo che la messa in sicurezza dei siti a rischio dipenda principalmente dai fondi comunali disponibili. Consiglio quindi di impiegare un sistema brevettato recentemente,che costa molto poco. Posso essere più preciso al riguardo con chi ne sia interessato.
Genova aldocannavo@fastwebmail.it

Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login