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Gli studi dell'Ingv non sono pericolosi

Ingv: nessun rischio di esplosione del vulcano, il progetto di perforazione dei Campi flegrei è sicuro

geofisica - 08 ottobre 2010

Il progetto internazionale “Campi Flegrei Deep Drilling”, annunciato dall’Ingv qualche tempo fa, ha scatenato la diffusione di notizie allarmistiche a cui il l'Istituto nazionale di geologia e vulcanologia risponde con fermezza: sono "prive di fondamento" e "diffuse da persone non a conoscenza dei fatti" precisa l’istituito in riferimento all’articolo dal titolo "Se toccate il vulcano Napoli esplode", apparso sul quotidiano Il Mattino.

L’Ingv sottolinea che il "Campi Flegrei Deep Drilling Project" è un progetto internazionale che annovera i migliori Istituti di ricerca mondiali e, per le tecnologie di perforazione, il prestigioso Consorzio Internazionale per le Perforazioni Profonde (ICDP). E il Progetto, "che si avvale quindi dei massimi esperti al mondo nel campo della vulcanologia e delle perforazioni del suolo che lavorano da cinque anni alla sua pianificazione", è anzi mirato "a ridurre drasticamente" il rischio vulcanico nell'area flegrea "aumentando la capacità scientifica di previsione delle eruzioni".

Le operazioni preliminari del Progetto, che stanno per iniziare a Bagnoli, "non consistono assolutamente nella perforazione profonda", che inizierà solo tra circa un anno, "bensì in un esperimento molto superficiale, con un pozzo di soli 500 metri, che servirà appunto a ricavare informazioni utili per la preparazione della perforazione profonda e, più in generale, per la conoscenza vulcanologica dell'area.

È il caso di sottolineare - dice la nota dell'Ingv - che pozzi di profondità di 500 metri sono comunissimi e non presentano alcun particolare problema tecnologico o di sicurezza. Per raffronto, si pensi che circa 30 anni fa, con tecnologie estremamente meno evolute di quelle attuali, furono realizzati in varie aree dei Campi Flegrei una dozzina di pozzi geotermici con profondità tra i 2000 e i 3000 metri, senza particolari problemi".

Un terzo punto è quello relativo alle notizie circa un possibile inquinamento dell'area: "Sono assolutamente prive di ogni fondamento. Come nella normale prassi, i fanghi ed i residui della perforazione saranno smaltiti come rifiuti speciali secondo le norme vigenti. È appena il caso di sottolineare che un'area bonificata è assolutamente analoga ad un'area non inquinata, per cui le procedure di smaltimento di qualunque lavorazione sono nei due casi identiche e ben note".

di G.G.

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