Non è la prima volta che Ordini e Collegi insorgono contro i ribassi d'asta. La vicenda del Politecnico di Torino e la recente tragedia del terremoto in Abruzzo, con gli inevitabili strascichi polemici, ha rimesso in moto la macchina per la denuncia delle offerte anomale. Il primo organo professionale a intervenire sulla vicenda è stato la Consulta permanente degli Ordini e Collegi professionali della provincia di Torino che, tramite il suo presidente Amos Giardino, ha inviato una lettera agli Ordini e Collegi della provincia, al presidente del Consiglio nazionale degli Ingegneri, degli Architetti, dei Geometri e dei Periti industriali, oltre che al rettore del Politecnico di Torino, per denunciare l'offerta anomala nella gara e sensibilizzare i presidenti: «Un'offerta per prestazioni professionali che supera il 20% dovrebbe far scattare un segnale di allarme alla committenza - afferma Giardino -. L'amministrazione dovrebbe aver determinato a priori altre forme di garanzia, come la definizione del livello minimo della qualità della prestazione professionale e delle relative verifiche e controlli ma cosi non è, e ci ritroviamo con opere pubbliche che rischiano di non poter garantire né i requisiti di qualità né di sicurezza, con il risultato che sono destinati, nella migliore delle ipotesi, a subire in tempi brevi interventi di adeguamento che incideranno economicamente sull'opera di imporri ben maggiori dei risparmi iniziali».
Sulla stessa linea anche la Fiopa, la Federazione interregionale degli Ordini degli ingegneri del Piemonte e della Valle d'Aosta: «Molto spesso il compenso offerto - spiega il presidente, Giuseppe Levis - risulta non congruo e insufficiente a garantire una prestazione caratterizzata da un livello minimo di qualità capace di tutelare gli interessi generali e in particolare la sicurezza delle persone che usufruiranno delle opere progettate. Non vogliamo pensare che riducendo di cinque volte la richiesta economica prevista dal prezziario di riferimento (come per il Politecnico), ne possa conseguire una riduzione sullo sviluppo delle procedure di sicurezza o del loro controllo in modo proporzionale».
«Facciamo solo rilevare - aggiunge Michel Grosjacques, presidente dell'Ordine degli ingegneri di Aosta - come un insufficiente approfondimento della fase progettuale, un controllo carente e una non adeguata assistenza in fase esecutiva possono, con elevata probabilità, produrre effetti negativi sul costo complessivo delle opere per la collettività in misura maggiore rispetto al risparmio ottenuto con l'aggiudicazione al massimo ribasso dei servizi di ingegneria ed architettura».
E sotto accusa inevitabilmente finisce l'abolizione dei minimi tariffari prevista dal decreto Bersani: «La liberalizzazione delle tariffe - dice Ennio Nebiolo, vicepresidente della Fiopa - ha prodotto una distorsione del mercato che vede soggetti lavorare in perdita con l'intento di ridurre nel tempo la platea dei possibili fornitori dei servizi professionali e realizzare economie nel servizio professionale mettendo in conto il rischio del contenzioso legale per carenza progettuale o di controllo. Il tutto a esclusivo discapito della sicurezza dei cittadini».
F.Pas. (Il Sole 24 Ore del 29/04/2009)