La scoperta, pubblicata online dalla rivista Science, "aiuterà gli scienziati a capire le prime fasi di formazione dei pianeti", ha detto Zhu Qing-Yin, professore di geologia presso la UC Davis e coautore dello studio portato avanti con Frederic Moynier e Edwin Schauble del Dipartimento e Scienze della Terra e dello Spazio all'UCLA, un lavoro finanziato dai contributi della NASA e della National Science Foundation.
In analisi sono state prese le classi di meteoriti chiamati condriti, gli avanzi della formazione del Sistema Solare di oltre quattro miliardi e mezzo di anni fa.
L'aggiunta di cromo alle superfici lucide a prova di ruggine di metallo, conferisce il colore agli smeraldi e ai rubini. Esso esiste in quattro isotopi stabili (non radioattivi) con massa atomica del 50, 52, 53 e 54.
La domanda alla quale i ricercatori hanno cercato risposta è: come ha fatto questo elemento a scomparire dalla crosta terrestre? Effettuando misurazioni molto accurate degli isotopi di cromo nelle meteoriti rispetto alle rocce terrestri e confrontandole con le previsioni teoriche, i ricercatori sono stati in grado di mostrare per la prima volta che gli isotopi più leggeri preferenzialmente entravano nel nucleo. Da ciò il team ha dedotto che circa il 65% del cromo mancante è probabilmente presente nel nucleo terrestre.
Ecco svelato un altro mistero che avvicina sempre più l'uomo a una approfondita conoscenza della formazione e dell'evoluzione del nostro pianeta.