Secondo il Corpo Forestale dello Stato sono stati oltre 4.700 i roghi accesi, con un inconsueto aumento durante i mesi invernali
L'Italia brucia sempre di più. Secondo il Corpo Forestale dello Stato dal 1° gennaio al 31 luglio 2012 sarebbero oltre 4.700 gli incendi boschivi, per una superficie del suolo bruciata pari 24mila ettari, suddivisi in 14mila di superficie boscata e 10mila di superficie non boscata. L'aumento dei roghi, rispetto all'anno scorso, è davvero alto: +93%. Significativo l'incremento anche della superficie persa: +63%, con un incremento del +110% per la sola superficie boscata.
A pesare sull'aumento anche le particolari condizioni climatiche invernali e i conseguenti fattori predisponenti sfavorevoli, a seguito delle forti nevicate che hanno interessato diverse Regioni, sia a Centro-Nord che a Centro-Sud, quest'ultimo raramente interessato da incendi durante l'inverno.
Le Regioni che hanno registrato il maggior numero di roghi sono la Sardegna (721), la Campania (597), la Calabria (597) e la Puglia (488).
Il Corpo forestale segnala inoltre la costante diminuzione della superficie percorsa dal fuoco per incendio, dovuta non solo a fattori climatici, ma anche a un progressivo miglioramento dell'efficienza di contrasto.
Ancora elevata l'incidenza degli incendi di causa dolosa (oltre il 65%). Grazie al sistema investigativo del Corpo, alla data del 31 luglio, risultano denunciate a piede libero per il reato di incendio boschivo, 276 persone e di trarne in arresto 7 in flagranza di reato.
V.R.