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Ghiacciai italiani in ritirata

Dal 1982 al 2006 i volumi sono diminuiti del 37%, le estensioni del 16%

geologia - 26 settembre 2011

Il destino dei ghiacciai italiani è quello di ridursi ed ultimamente il processo ha visto un incremento, come confermano i dati presentati al forum di Scienze della Terra, Geoitalia, che si sta svolgendo a Torino.

Il professore Carlo Baroni, presidente del Comitato glaciologico italiano (Cgi), intervenuto durante il Forum, spiega che “la storia dei ghiacciai parla di un trend di ritiro e dal 1982 al 2006 è aumentata la portata dell'arretramento dei fronti ghiacciati e delle variazioni (al ribasso) volumetriche. In tale periodo, i volumi sono diminuiti del 37%, le estensioni del 16%. Ed è significativo che il 4% dell'estensione si sia stato eroso tra il 2003 e il 2006”.

Inevitabilmente ne risentono la produzione idrica ed elettrica destinata all’agricoltura, benché nel futuro più prossimo non vi siano grossi mutamenti, visto che nella vita di un ghiacciaio sono fisiologici momenti di crescita e di arretramento. I ghiacciai italiani hanno registrato la massima estensione tra il 1820 e il 1850, hanno iniziato in seguito a contrarsi per poi ricrescere tra il 1970 e l’80 dello scorso secolo. Di questi, i ghiacciai alpini italiani rappresentano circa lo 0,02% della criosfera totale. I censimenti sono stati effettuati in diverse epoche: nel 1927 se ne contavano 774; a fine anni Cinquanta, 838. L'ultima rilevazione risale alla fine degli anni '80: 1.397 ghiacciai e glacionevati per una superficie di 608 chilometri quadrati.

Il processo potrebbe portare, però, nel 2050 alla riduzione totale del ghiacciaio dell’Adamello, che è il più grande d’Italia.

C.C.

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