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Geomed 2011: geologia e medicina a confronto

Tanti i temi affrontati: dai pericoli legati all'arsenico e alla tremolite fino ai rischi nucleari associati a terremoti e tsunami

professione - 30 settembre 2011

Organizzata dalla sezione italiana dell'International Medical Geology Association (Imga) e dall'Associazione italiana per lo studio delle argille, la quarta edizione della conferenza internazionale di geologia medica, che si è svolta a Bari dal 20 al 25 settembre, ha rappresentato un'opportunità per mineralogisti, medici, scienziati del suolo, tossicologi, geochimici, veterinari, biologi, chimici e per molti altri specialisti di condividere idee e conoscenza sull'impatto dell'ambiente naturale sulla salute umana.

Geomed 2011, che per la prima volta si è tenuta in Europa, si è aperta con la relazione di Josè A. Centeno, capo della divisione di tossicologia biofisica all'Istituto di Patologia delle Forze Armate di Washington, considerato il “padre” della geologia medica, scienza che esplora la dimensione della medicina, della geologia e della geografia con un approccio multidisciplinare.

Tra i tanti temi affrontati nelle giornate di approfondimento, molto spazio è stato dedicato ai pericoli per la salute umana connessi alla presenza di arsenico nell’acqua potabile, “il più grande avvelenamento di massa della storia di una popolazione”, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in riferimento a quanto sta avvenendo in Bangladesh, dove 77 milioni di persone utilizzano ogni giorno acqua contaminata dall’arsenico.

Ne ha parlato il professor Chien-Jen Chen, dell’Accademia Sinica di Taiwan, il più grande esperto a livello mondiale sull’argomento, e Saverio Fiore, presidente del gruppo italiano dell'Imga, che ha spiegato: “Riconoscere e studiare gli effetti è solo il primo passo per la geologia medica, che continua a studiare soluzioni per decontaminare l'acqua. Ma il resto lo devono fare le istituzioni, nel comunicare adeguatamente le soglie del rischio e agire sul fronte delle politiche di prevenzione da mettere in atto”.

Anche l'Italia non è immune dal pericolo arsenico e “solo ultimamente – ha continuato Fiore - le cronache hanno iniziato a riportare alla luce una problematica ampiamente diffusa, da monitorare e comunicare adeguatamente. Continua, tuttavia, ad esserci una sottovalutazione del rischio. Il nostro auspicio è richiamare l'attenzione sulla messa in campo di politiche di prevenzione da parte delle autorità pubbliche”. È infatti delle ultime settimane l'allarme per migliaia di residenti nei 92 Comuni del Lazio e altri 36 nel resto della Penisola, le cui sorgenti risultano gravemente contaminate.

Ma a Geomed 2011 si è parlato anche di tremolite, con la presentazione di uno studio dell'Università di Bari, dell'Istituto di Metodologie di Analisi Ambientale del Cnr di Tito Scalo, Potenza, e della Regione Basilicata, dipartimento Salute e sicurezza sociale. La ricerca, che ha preso il via dopo la segnalazione di tre mesoteliomi verificati tra persone che vivono nell'area del Lagonegrese, apparentemente senza alcuna esposizione all'amianto, ha portato alla scoperta di amianto naturale.

Il gruppo di geologi appartenenti all'Istituto del Cnr ha effettuato la caratterizzazione geologica e mineralogica della zona, mostrando la presenza di affioramenti naturali di serpentiniti e rocce metabasiti, contenenti tremolite. Lo stesso gruppo ha svolto un approfondito monitoraggio di fibre di amianto nel particolato nell'aria, per valutare il ruolo dell'esposizione a amianto naturale come la causa del mesotelioma maligno. La base è stata il registro lucano dei mesoteliomi, che ad oggi conta 90 casi, 17 dei quali registrati tra le persone che vivono in aree con affioramenti di ofioliti.

La conferenza internazionale è stata anche l'occasione per discutere dei rischi nucleari connessi ai terremoti e agli tsunami grazie alla partecipazione di Hiroshi Yasuda, capo dipartimento al National Institute of Radiological Sciences di Chiba, in Giappone, uscito per la prima volta dai confini nipponici per partecipare a questa edizione di Geomed.

La combinazione incredibile di terremoto e tsunami – ha affermato l’esperto -, ben al di sopra di quanto lontanamente ci si potesse aspettare, non implica che non si possano più intraprendere iniziative industriali. Del resto, gli incidenti possono verificarsi in ogni campo, da quello spaziale a quello medico. E non bisogna dimenticare che in Giappone non c’è stato un guasto nel processo nucleare ma un incidente naturale che ha innescato un danno nella centrale. Ciò che è avvenuto a Fukushima costituisce un'ottima base di conoscenza per costruire in sicurezza e difendere le centrali nucleari, e più in generale per lavorare sul fronte della cultura della prevenzione, fondamentale per stimare il rischio e tutelare la salute pubblica”.

O.O.

sul canale professione
noelas 30 settembre 2011 alle 09:25:20

Mi chiedo come mai l'ordine dei Geologi della Puglia non abbia dato comunicazione di questa interessante iniziativa.

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