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Geologi, professionisti in trincea

Il presidente del CNG dichiara: “serve una geologia moderna e specializzata”

professione - 13 ottobre 2010

“In un Paese dissestato, dove il 6,9% del territorio nazionale è soggetto a frane e quasi 5.000 comuni sono a rischio idrogeologico” dichiara il presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei Geologi, Pietro De Paola in un'intervista su Affari&Finanza, “la nostra figura professionale è in trincea".

"Il rischio vulcanico - spiega - sismico, idrogeologico, l'erosione costiera sono tutti fenomeni dietro l'angolo, ed è per rispondere a queste emergenze che serve una geologia moderna e specializzata" soprattutto in un “territorio squassato dall’urbanizzazione selvaggia che ogni anno mangia 244.000 ettari di verde a beneficio del cemento”.

La professione di geologo vive un momento critico: “tra il 2002 e il 2009 il numero di iscritti ai corsi di laurea è passato da 8.689 a 7.246, il 17% in meno. Il trend negativo ci ha messo in allarme perché ha evidenziato uno scollamento tra i profili formativi chiesti dal mercato e quelli offerti dall’università” afferma De Paola. Per questo "il Consiglio nazionale è intervenuto direttamente creando una scuola specializzata dopo laurea attraverso una convenzione con l'Università La Sapienza di Roma".

Ad oggi “il 60% dei geologi italiani fattura ancora meno di 30mila euro l’anno. Un dato che stride con il valore strategico dei settori cui il geologo si interessa. Questo testimonia che il valore della professione non è ancora del tutto riconosciuto” conclude il presidente.

di G.G.

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