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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: DECADIMENTO SOCIALE E DISSESTO IDROGEOLOGICO
MessaggioInviato: gio ott 22, 2015 10:02 am 
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Iscritto il: sab ago 19, 2006 7:39 pm
Messaggi: 19
Un copione sempre uguale contraddistingue questo nostro paese, un cerimoniale stucchevole accompagna questi eventi calamitosi. All’indomani delle tragedie, attraverso dibattiti e approfondimenti, sembra improvvisamente svegliarsi dal torpore e dalla indifferenza poi, con il sole e il bel tempo, ritorna l’oblio. Ripiomba nella morsa del malaffare, delle tangenti, degli appalti truccati, alla cronaca nera. Certo è che l’ultima tornata di maltempo non ci ha risparmiati, e per questo, caparbiamente, provo a riportare all’attenzione di tutti un problema mai razionalmente affrontato. Mi aiutano in questo tentativo le recenti tragedie di Genova, di Carrara, di Parma, di Chiavari, di Milano, di Cagliari, di Benevento, della Sicilia, e mi fermo, che riportano in primo piano la questione dei torrenti e delle innumerevoli vie d’acqua che attraversano i centri abitati accerchiati da urbanizzazioni incontrollate. Avellino ne è interessata in modo non trascurabile. A ben guardare una carta dell’Istituto Geografico Militare, e non solo quella, ci accorgiamo di essere ben dentro un reticolo idrografico articolato e complesso. Articolato per la notevole presenza di rami secondari in totale abbandono e dissesto. Complesso per la presenza di tratti notevoli interamente tombati il cui stato di efficienza ci sfugge e ci è sconosciuto. In un momento in cui le piogge continuano a non darci tregua, questa situazione di potenziale pericolo non può essere sottaciuta, ignorata, minimizzata. Oggi provo a riportare l’attenzione su questa problematica perché la cosa più importante, e mai compiutamente analizzata, è di capire cosa sta accadendo, solo così potremo essere più incisivi e, quindi, consapevoli delle enormi difficoltà che un disegno di sviluppo organico comporta. Molta ignoranza è dietro ogni cosa e quando gli “ ignoranti” cavalcano gli eventi, o meglio le tragedie, non possiamo starcene in disparte. Parto quindi da un concetto semplice e che riguarda il trasporto di acqua e sedimenti, oggi meglio noto come fango. Tutto è legato al bacino idrografico, alla sua estensione e alla sua morfologia. Spesso facciamo riferimento al corso d’acqua più importante e più conosciuto, e scarsa attenzione alla miriade di canali, piccoli alvei, fossi, incisioni, scoline, rogge, impluvi, avvallamenti, alle acque spaglianti, ai break line, alle urbanizzazioni, impermeabilizzazioni incontrollate, che, sempre più spesso, trasformano le sollecitazioni meteoriche in portate anomale alla sezione di chiusura di un bacino idrografico. Insomma, pensiamo a quanto succede a valle e poca importanza diamo alla sommatoria delle numerose incognite presenti a monte. La cartografia dei rischi, oggi meglio nota come “zone rosse”, mai si allarga ad un areale più vasto andando al cuore del problema : IL CONTROLLO E LA FUNZIONALITÀ DEL RETICOLO IDROGRAFICO ANTICO E RECENTE. Riconoscere questo reticolo vuol dire star dietro ai tanti deflussi idrici presenti sul territorio che confluiscono in un unico corso d’acqua. Concetto semplice e mai pienamente applicato. Sintetizzando: il bacino idrografico, con le sue caratteristiche e con il carico che deve sopportare, è quel tratto di superficie terrestre da tenere sotto stretta osservazione e controllo. La forma e la densità del reticolo idrografico, quindi, sono un elemento essenziale per definire il rischio e prevenire piene fluviali e alluvionamenti diffusi. In soldoni, per noi di Avellino e la sua conca, il Fenestrelle , il San Francesco, il Sabato sono il recapito più evidente e conosciuto di tutte le acque che ne costituiscono il bacino e , purtroppo, rappresentano solo una parte delle acque fluenti nell’intero comprensorio. A QUESTO PUNTO CI SI DOMANDA: ESISTE UNO STUDIO DEL RETICOLO IDROGRAFICO MINORE CHE NE DEFINISCA IL CARICO E NE REGOLAMENTI L’UTILIZZO? OSSIA ESISTE ED È IN VIGORE UN REGOLAMENTO DI POLIZIA IDRAULICA NEI NOSTRI COMUNI? CHI NE È IL RESPONSABILE? CHI SONO I CONTROLLORI? Paradossalmente la natura è strutturalmente attrezzata come un’area vasta, noi siamo ancora dietro agli umori e alle sensibilità, spesso contrastanti, delle municipalità. Non giova neanche star troppo dietro le rassicuranti e generiche affermazioni di rappresentati istituzionali secondo i quali la Campania è un “ modello di prevenzione e di difesa del territorio più vicino all’Europa che all’Italia”. Legambiente smentisce con dati e afferma che in Campania le attività di mitigazione del rischio idrogeologico svolto sono positive solo nel 16%, mentre nell’84% sono scarse o insufficienti. Non aggiungo altro, sarei felicissimo se con franchezza incominciamo a dirci che tutto quanto prodotto dalla pianificazione urbanistica e territoriale negli ultimi anni, nella maggior parte dei casi e relativamente alle problematiche di messa in sicurezza del territorio, è da mettere da parte. L’ultima pugnalata alla nostra fragile penisola è stata inferta dal recente SBLOCCA ITALIA che certifica, ancora una volta, CHE LA CEMENTIFICAZIONE PUÒ CONTINUARE. Nessuno prende coraggio e contrasta questa urbanistica vigente che ha dato solo vita a leggi nazionali e regionali, e a quei grumi di interessi che hanno ispirato e ispirano i piani regolatori, i condoni, le grandi opere (inutili), in breve l’urbanizzazione speculativa che ha consumato suolo e ha distrutto il paesaggio . Nessuno ha ben chiaro, né si è premurato di andare alla ricerca di quale sia lo stato di congestione, degrado e frammentazione strutturale del territorio, e quindi individuare indirizzi programmatici prioritari. Solo fumo. Mai un passo verso una revisione della legislazione urbanistica e delle deleghe amministrative vigenti. Mai sono stati individuati nuovi modelli di aggregazione e di strutturazione dei servizi e delle relazioni che possano condurre ad una riqualificazione del territorio già troppo consumato. Mai vi è stato un momento di verifica della compatibilità nella realizzazione di nuove opere, mai si è andati alla ricerca dei rapporti complessi tra natura, sviluppo e organizzazione antropica, superando così la logica della semplice "compatibilità ambientale". Mai un impegno serio nella direzione di una rigenerazione ambientale a fronte delle trasformazioni urbanistiche . Mai si è puntato su uno strumento urbanistico dinamico, aperto al confronto permanente, che verifica gli interventi e le politiche programmatiche in atto nel territorio. Troppe lobby si adoperano perché questo non avvenga, troppi ambientalisti lo sono solo a chiacchiere e spesso convergono su scelte di interessi personali, salvo a richiedere assistenza e stato di calamità dopo le tragedie. Non mi attendo contestazioni, accuse di ignoranza, prese d’atto o condivisione. Solo silenzio. Il silenzio occulta i problemi consegnandoci alla immobilità, alla conservazione. Il solito gattopardesco atteggiamento conservatore di chi sa adattarsi ai cambiamenti con la certezza che questi non comprometteranno in alcun modo le posizioni di privilegio acquisite.


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 Oggetto del messaggio: Re: DECADIMENTO SOCIALE E DISSESTO IDROGEOLOGICO
MessaggioInviato: ven apr 08, 2016 2:15 pm 
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Iscritto il: ven apr 08, 2016 12:10 pm
Messaggi: 2
Sono perfettamente d'accordo con te, i drammatici accadimenti che si sono verificati di recente sono dovuti solo in parte al cambiamento climatico. La causa principale è sicuramente l'edificazione selvaggia senza le opportune valutazioni sul terreno dove si doveva realizzare la costruzione. Questo ha messo in luce nella maniera peggiore, ciò che accade se non viene attuato preventivamente un regolare calcolo geotecnico.
Infatti non bisogna solo definire i materiali da impiegare, impostandone la resa a lavori ultimati, ma fare anche una valutazione precisa sulla natura del terreno e della sua permeabilita', la resistenza strutturale, esaminando tutti i pendii, valutando nell'insieme la coesione della struttura sul terreno nel quale dovrà essere edificata.
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 Oggetto del messaggio: Re: DECADIMENTO SOCIALE E DISSESTO IDROGEOLOGICO
MessaggioInviato: mar mag 02, 2017 12:13 am 
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Iscritto il: gio ott 27, 2011 7:01 pm
Messaggi: 16
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