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Autore Messaggio
 Oggetto del messaggio: TERRITORI A RISCHIO E PIANO CASA
MessaggioInviato: sab feb 27, 2010 6:51 pm 
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Iscritto il: sab ago 19, 2006 7:39 pm
Messaggi: 19
L’Italia delle ultime frane di Maierato e San Fratello, drammatiche nella loro crudezza e che hanno gettato nella disperazione e nel terrore migliaia di persone, rappresenta in modo scioccante un problema che si presenta a ritmi quasi settimanali. Una genesi che viene da lontano e che nulla insegna. Gli incendi dolosi, l’abusivismo edilizio, i tagli dissennati di alberi, la cementificazione e l’impermeabilizzazione inconsulta di suoli, hanno indebolito le montagne e le colline. MAIERATO, SAN FRATELLO sono, oramai, due PAESI FANTASMA. Anche dalle nostre parti viviamo drammi simili e, ricordare quanto accade a MONTAGUTO evidenzia le solite farse e la assoluta indifferenza anche di fronte a rischi estremi, a seri problemi legati al grave dissesto idrogeologico, ai terremoti, agli inquinamenti ma, soprattutto alla insipienza della politica. Mentre l’Italia frana e trema tutti si misurano a chi la dice più grossa sul PIANO CASA voluto dal governo e recepito, solo in apparenza fra molti contrasti, anche dalla Regione Campania.Si è discusso nei Consigli Comunali, non è ben chiaro con quali intendimenti e con quali finalità, nessuno ha posto con chiarezza e con durezza il problema della sicurezza e le garanzie da porre in essere perché vengano rispettate e messe al primo posto nell’agenda politica dei tanti ambientalisti di maniera. Con questo piano il territorio sarà sottoposto ad un'ennesima ondata di cementificazione legalizzata e questo conferma la trasversale tendenza a sacrificare le ragioni della tutela ambientale e della sicurezza dei cittadini in favore di interessi speculativi contigui agli affari delle mafie che questo piano casa dispensa a piene mani. Il piano, si dice, serve per il rilancio dell’edilizia. Si mente sapendo di mentire, perché in questo modo si mettono fuori gioco i PUC approvati, si abbassa il livello di legalità, si riprende la strada di cemento selvaggio, si favoriscono gli interessi della malavita che in questo settore sono altissimi e si consentiranno nuovi scempi nelle città e nel territorio. Insomma si aggirano le norme sulla sicurezza del territorio e tutti sono pronti a rimettere le mani sulla città, sulle periferie urbanizzate, sui suoli agricoli che andrebbero difesi e salvaguardati. Si è posto in essere una farsa che ha visto coinvolti amministratori, costruttori e tecnici che mai hanno avuto nel loro DNA la cultura del territorio e la sua salvaguardia. Il concetto, solo enunciato, di controllo e valorizzazione della vulnerabilità del territorio, atteso che buona parte dell'area provinciale e comunale è interessata da fenomeni di rischio sismico e da dissesti naturali, con la procedura attuale non è un momento di verifica della compatibilità nella realizzazione di nuove opere, pur necessario e indispensabile, e non è neanche acquisizione costante per un modello di organizzazione degli spazi della vita sociale. Manca ancora una volta quel concetto innovativo ove l'ambiente, oltre a costituire uno spazio fisico di qualità, oggetto di promozione attiva, deve essere reinventato e riprogettato in quanto luogo della ricerca dei rapporti complessi tra natura, sviluppo e organizzazione antropica, superando così la logica del semplice rinnovo edilizio con annessi premi volumetrici in aree ove non è ben chiaro il rischio sismico ed idrogeologico. Non è un caso che la discussione è andata avanti su: ampliamenti, sostituzione edilizia, riqualificazione e cambio di destinazione d’uso dei sottotetti che recuperano abitabilità e, per finire, i lavori sugli immobili condonati e che risultano come prima casa. Basterà la sola presentazione di una DIA o una richiesta di permesso di costruire e via. Questo avviene in questi giorni fra l’indifferenza di tutti e così come le cronache ci riportano avvengono anche, oltre a movimenti franosi notevoli, anche una miriade di micro dissesti che evidenziano sintomi di collasso generalizzato di un territorio che si ribella alle continue violenze che subisce. Questo Piano Casa spacciato quale provvedimento a favore del ceto sociale più debole e finalizzato a dare a tutti l’opportunità di avere una casa, rischia di patrocinare gli speculatori edilizi a scapito di quelle poche aree cittadine che ancora conservano la destinazione produttiva. Un Piano Casa ove i proprietari delle aree industriali dismesse saranno liberi, attraverso un iter burocratico facilitato, di costruire case e palazzi là dove sorgono industrie e fabbriche. I tempi di approvazione ristretti hanno fatto il resto. Un Piano Casa che vuole sostituire il patrimonio edilizio degradato, promuovendo la demolizione e la ricostruzione, nel rispetto della nuova normativa sismica, delle regole della bioedilizia e del risparmio energetico non può essere fatto di corsa, va approfondito e valutato con i rischi connessi, con una corretta informazione e con trasparenza. I cittadini ne sanno poco e il dibattito consiliare praticamente inesistente dimostra una sospetta e scarsa attenzione.Tutto avverrà attraverso una norma, spesso ad arte sottaciuta, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti e rimarrà in vigore a tempo determinato, che nel nostro paese è sinonimo di tempo indefinito. Se qualcuno pensa al piano casa, così come spesso avviene in tutte le catastrofi che affliggono il nostro paese, come ad un affare che presto porterà un fiume di danaro incontrollato e incontrollabile nelle tasche di molti, allora mi sento solo di suggerire a tutti di andare a RIVEDERE LE IMMAGINI di MAIERATO e SAN FRATELLO. Non è cosa lontana ed isolata, ci riguarda da vicino e può essere un’evenienza non tanto remota per tutti noi.


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